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AND THE OSCAR GOES TO..

Pubblicato: gennaio 21, 2014 da Isabella Castelli in Note Bionde
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Settimana scorsa sono state annunciate le nomination per gli Oscar e tra i cinefili sono cominciate da subito le prime scommesse e previsioni. La cerimonia andrà in onda il 2 Marzo in diretta sulla ABC e su Sky Cinema per quanto riguarda il nostro Paese.

Dei candidati come “miglior Film” e di attori e attrici in generale già se ne è parlato tanto, ma siccome siamo qui a parlare di musica, non potevo che raccontarvi qualcosa in merito.

Per quanto riguarda i candidati come “Miglior colonna sonora” i titoli sono i seguenti:

The Book Thief
Gravity
Her
Philomena
Saving Mr. Banks

Tutte candidature di alto livello, difficile prevedere quale sarà il vincitore.

L’altra cateogia che più ci interessa invece è quella della “Miglior canzone originale”, che vede candidate:

Alone yet not alone – Alone yet not alone
Happy – Cattivissimo Me 2
Let it go – Frozen
The moon song – Her
Ordinary love – Mandela: Long walk to freedom

In quanto a musica quindi Her si aggiudica ben due candidature, e diciamo che se lo può davvero permettere. Soprattutto The moon song, composta da Karen O, che con la sua dolcezza è il sottofondo perfetto per l’insolita storia d’amore.

Per quanto riguarda Frozen invece, il film d’animazione che questo Natale ha riempito le sale di tutto il mondo, è Let it go di Demi Lovato ad aggiudicarsi la candidatura come Miglior Canzone Originale.

Molto divertente e originale è sicuramente Happy, targata Pharrel Williams, ascoltata da tutti in Cattivissimo me 2.

All’appello in entrambe le categorie manca a parer mio il secondo capitolo di Lo Hobbit. Sia le colonne sonore che nell’inedito I See Fire di Ed Sheraan erano davvero eccezionali e avrebbero meritato la vittoria.

Fateci sapere chi sono i vostri favoriti, e che vinca il migliore!

GLI INEDITI: BLACKFISH (2013)

Pubblicato: dicembre 11, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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Blackfish

Genere: Documentario

Durata: 83′

Regia: Gabriela Cowperthwaite

Sulla falsariga della nuova onda di documentari thrilling come “Catfish” (2010), da cui l’acclamata serie di Mtv, e “The Imposter” (2012), “Blackfish” cerca di gettare luce sulla connessione tra l’orca Tilikum, la sua prole, la catena di parchi acquatici SeaWorld e il largo numero di incidenti, talvolta letali, occorsi agli addestratori. Nel gioco delle scatole cinesi, l’indagine va a ritroso, come in un noir d’annata, e l’inchiesta è condotta con piglio sferzante, in perenne oscillazione tra il punto di vista esterno e quello interno alla narrazione, equiparando, così, i pesi di entrambi i piatti della bilancia in un’amalgama di tracotante ferocia. Più che lo stupore e l’indignazione, entra in gioco la meccanica del rimpiattino, con la ricerca affannosa, da parte del fruitore, non dell’autrice, di un’univocità di significato, che mal si intona al cinema del reale contemporaneo. Il documentario diviene così strumento per raccontare storie, drammatizzarle e viverle attraverso la potenza vivida del ricordo, sia esso testimonianza diretta (ambigua, poco chiara, partecipata e per questo vera) o immagine d’archivio (metafisica, oltre il significante, dunque lontana ma richiamabile alla memoria), convogliando l’attenzione attraverso un punto di vista osservativo: il super partes rimane lontano. E menomale. Coinvolgente, volitivo, efficace, per amanti dell’indagine e del sotterfugio. E per orcofili, of course.

DEL PELIDE ACHILLE, L’IRA FUNESTA

Pubblicato: ottobre 23, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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Miss violence
“Miss Violence” (Alexandros Avranas, 2013) nelle sale da giovedì 31 ottobre

Nuvoloso è il trasbordo dall’Ellesponto patria dell’etica nicomachea e della verbophilia più pesa, all’Ellesponto tana del meschino, dell’abietto e dei demoni tutti. Si sa giusto che di sti tempi, lì, si bastona alla tasca posteriore di paro paro con il non finissimo trattamento alla De Sade che si devono beccà i manichei, e di bianco vestiti, eredi (il)legittimi del culto della Pallade. Pure l’habeas corpus è una sbiadita polaroid da primi del secolo e l’ennesimo endecasillabo a Zante non è che un “Zeus benedica l’esilio che qua non ci sto più”. A serbian scelta tra Ade e Ade, insomma, ma col beneficio del dubbio, e persino quando la parentela del rito viene meno, conviene accompagnar l’uscio, che ‘sto frescolino da libera uscita in libera terra t’appesta le mura. Quindi, whodunit? Non ci sono vicini nei paraggi, solo l’acerrimo grottesco da spudorata confusione tra parti, generi, posizioni. Oblio ai fanalini da prima pagina e alle dialettiche scandalistiche da pensione, alle barbe lunghe pro-estetica del millennio e agli schiaffoni premontati, lunga vita alla strizzatina d’occhio e alle sciarade e alla legge dei rebus. Cattivissimi, loro, quelli sì.

Voto: 7/10

Oscar Parisi

EXTRATERRESTRE, PORTAMI VIA

Pubblicato: ottobre 17, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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Dark Skies
“Dark Skies – Oscure Presenze” (Scott Stewart, 2013) nelle sale da giovedì 24 ottobre

C’è crisi fissa nel nucleo medio-borghese da tipico orrore casalingo anni duemila, e scialacqua che ti scialacqua, si rimane senza un pippo uno, né il benché minimo schizzo di che voglia dì una tavola rotonda al quattro di luglio. Peccato che i fireworks della mezza ci tocca figurarceli, nonostante il crepitio di viscidi poligoni e bianchissimi wattoni infra-persiane. La morale è sempre quella: gli stress da ‘I always feel like, somebody’s watching me’ sono il pacco regalo da sfrenato Boccaccio e boccacce in tarda età, e pare che il gingillo se la viaggi a pieni giri, per un bel tocco di gara. Poi arriva il di tutto punto invasore con tanto di bardatura in bella vista, e i guaiti da botta nera si involano tipo Zeppelin sopra l’anglofilo antennone, e tanti saluti ai paranormal miracoli in terza persona. Adduzione si fa per dire: ghost story, contorsioni alla Emily Rose e, a chiudere i conti, pure pure i divertenti gioch(ett)i da breaking in. Piatto ricco mi ci ficco, ma in fondo al tavolo hanno ancora fame! Peggio per loro, o anche no.

Voto: 6/10

Oscar Parisi

SCILLA, CARIDDI E LAMPEDUSA

Pubblicato: ottobre 9, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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La prima neve
“La Prima Neve” (Andrea Segre, 2013) nelle sale da giovedì 17 ottobre

Finalmente Maometto sta sulla montagna, anche se lo Janna pare nei dintorni del dodicesimo parigino. E dire che al dirimpettaio senza Dio comincia pure a piaciucchiare, la pace montanara della valle trentina. Chi si accontenta, gode? Faccenda da perticoni alle prime armi e ragazzini incazzati, e chi sta con lo zoppo, alla fine si becca volentieri la stampella. Il tutto nella favolistica tradizione del bosco-labirinto ché la (diritta) via era smarrita, ma con delizioso tattilismo da avolo prudente e fascinazione del verdemarrone che più breathtaking non si può. Lontane le sinistre ombre da congiura avatiana e le postille da dibattito, e a riprova, sbadigli a rotazione dai tanto turbati amiconi dell’impegno polis o niente. L’aureo genere da teatro acheo ringrazia per l’ennesimo salvataggio, a prescindere da gommoni, melliflui vasetti e atmosferiche precipitazioni equinoziali. Tanto che si può fare a meno dell’italico campanile. Dialettiche e ovini a parte.

Voto: 7/10

Oscar Parisi