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Foto scattata direttamente dalle prime file da Laura Marchese!

Questo week end sono stati così tanti i concerti a Milano che non ho saputo quale scegliere e, nell’indecisione, ho deciso di offrirvi delle pillole di ciascun evento!

Iniziamo da Venerdì sera quando i The Maine insieme a molte altre band come i Chiodos, i The Color Morale, i The Anthem e gli Atlantic Tides hanno scaldato il Live Forum di Assago suonando in occasione dell’Amen Fest 2013.

Le band di apertura sono state tutte molto brave e all’altezza della situazione, soprattutto i Chiodos che si sono aggiunti alla lista solo all’ultimo minuto. Dovevano infatti suonare in quei giorni nel Veneto con gli Escape The Fate per il Warped Tour che però è stato annullato e, non volendo rinunciare all’occasione di esibirsi in Italia, sono stati aggiunti alla scaletta pochi giorni prima del Live. Critiche molto positive sia a loro che alla band portante, i The Maine, che pare abbiano suonato anche meglio dell’ultimo concerto in Italia, nonostante la scaletta, a detta di qualche fan, non sia stata granchè questa volta.

Sempre ad Assago ma il giorno successivo sono stati invece gli Avenged Sevenfold i protagonisti dell’arena. Diciamo che tutti i fan erano molto scettici su come sarebbe andata, considerando le brutte recensione che venivano date online alle loro performances dal vivo. Invece il verdetto è stato più che positivo per tutti: una vera bomba. Hanno suonato brani storici e conosciuti da tutta l’arena come Afterlife e Nightmare, che cantava davvero a squarciagola, mischiandoli poi a pezzi dell’ultimo album. Tecnicamente sono stati impeccabili dal primo all’ultimo secondo e il nuovo batterista Arin non fa rimpiangere affatto quella pietra miliare che era The Rev. Anche questa volta la folla italiana si è dimostrata, a detta di Matthew Shadow, la migliore di tutto il Tour.

Per le due band di apertura i pareri sono invece discordanti: i 5 Finger Death Punch sono stati bravissimi ed energici a detta di tutti mentre gli Avatar hanno suscitato qualche perplessità, ma hanno comunque saputo intrattenere a loro modo il pubblico.

Stesso giorno, ovvero sabato 23, ma all’Alcatraz sono invece i Bastille i protagonisti della serata! Due parole vanno però prima spese sui To Kill A King, band di apertura che ha entusiasmato il parterre della discoteca milanese. Alle 20.40 invece sono i Bastille a rivendicare il palco, con una ricca scaletta di 16 brani. Performance impeccabile e coinvolgente da parte della band inglese, dalla prima all’ultima nota. Molta umanità e simpatia è anche dimostrata dal cantante che scende tra la folla per cantare alcuni brani con i suoi fan.

Questa sera invece saranno i Bring Me The Horizon a scaldare l’Alcatraz milanese.

Che altro aggiungere, questo week end è stato davvero pieno di emozioni!

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LA SECONDA STAGIONE

Pubblicato: novembre 20, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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C'era una volta un'estate
“C’era una volta un’estate” (Nat Faxon, Jim Rash) nelle sale da giovedì 28 novembre

Il racconto generazionale, prerogativa degli Anni Ottanta, rifugge i centri nevralgici del racconto di formazione della tradizione letteraria, dibattendo, gravitazionalmente, attorno alla repulsione-accettazione-assunzione delle proprie responsabilità, con una straordinaria vena malinconica. Nel secondo decennio dei Duemila, l’indagine sulla corporalità e sul movimento fisico, trova humus fertile nella costruzione dell’identità tipica del passaggio esistenziale tra fase infantile e fase adolescenziale, e viene meno la nostalgia del tempo che fu, a discapito della possibilità entusiastica del presente. Faxon e Rash, attori-autori, parlano di cambiamenti, di adulti prima che di ragazzi, assemblando un mosaico di non luoghi, le cui distanze sono incolmabili e ridottissime, al contempo mura insormontabili e comunanze di intenti e dubbi. La storia di Duncan altro non è che la storia delle direzioni da prendere, degli sguardi da assumere, dei punti di vista da cui osservare e decretare. Una storia di orientamenti sbagliati e di bussole riprese, nel tentativo quotidiano, all’interno dell’allegorico periodo più brutale, animalesco e isolato dell’anno, di ottenere un giudizio, un’opinione, di scegliere una singola strada, tra i molteplici bivi dei rapporti umani, delle reazioni e delle conseguenze, prevedibili o meno. Quella che appare come una costrizione illogica da pellicola contemporanea del nuovo millennio con annessi e connessi (colonna sonora, una determinata messa in scena, una struttura a montaggio sintagmatico), nasce, invero, dalla necessità di allargare, tramite la restrizione del sottogenere del coming of age, una serie di problematiche assolute, non strettamente occluse al vincolo degli anni. Oggigiorno, nella strenua attuazione della fluidità di contesti e identità, la simultaneità tra crescita spirituale e percorso individuale non ha più quel forte legame di parentela degli anni che furono. Ciò che rimane della corrispondenza tra adolescenza e maturazione è ben poco, a dire il vero, ma quel poco è così nascosto, intimo e trascinante, da essere ragion sufficiente per proseguire la propria vita, altrove. Come nello splash finale di uno scivolo d’acqua.

Voto: 7/10

Oscar Parisi

EQUITALIA? NO GRAZIE, SIAMO CATTOLICI

Pubblicato: novembre 2, 2013 da Andrea Baldeschi in Cinexperience
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sole a catinelle

Badilate di comicità nella nuova commedia targata Checco Zalone, Sole a Catinelle. Ancora una volta, Luca Pasquale Medici (eh si, si chiama proprio così) non delude le aspettative, dando vita a soli due anni da “Che bella giornata” ad un nuovo esilarante capitolo. Il suo fedele compagno Gennaro Nunziante, regista di entrambi i film precedenti, colpisce nel segno: una buona dose di satira politica, volgarità nei limiti, battute e contro battute degne del miglior Zelig. Il tutto accompagnato dall’immancabile melodia dettata dall’artista Zalone, che attraverso i suoi versi riesce ad esprimere concetti profondi, oltre che divertenti. Una commedia dal basso verso l’alto e viceversa: la drammatica situazione finanziaria di una famiglia allo sbando, esempio tipico dell’italiano medio di oggi, sino ad arrivare alle lussuose ville di chi, invece, non conosce il significato della parola “crisi”. C’è un uomo, tuttavia, che può risolvere sempre la situazione, portare entusiasmo, ottimismo, amore. No, non stiamo parlando del politico di turno venuto a propinarci milioni e milioni di promesse. Come dice lo stesso Checco, “c’è un super eroe che batte tutti gli altri grandi sai”. E del resto, ognuno di noi sa di avere a casa un “Super Papà” personale.

Voto: 7/10

Andrea Baldeschi

TAGLIATELLE DI ALBUMI CON PESTO E POMODORI

Pubblicato: ottobre 29, 2013 da Andrea Baldeschi in MangiAMO con Giulia
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tagliatelle di albumi

Ingredienti:
(per 3 persone)

–         100 g di farina 00

–         100 g di farina di grano integrale

–         100 g di albume

–         curcuma (facoltativo)

–         pesto

–         pomodori

Preparazione:

  • Impastate le farine con l’albume e mezzo cucchiaino di curcuma (o quanto desiderate) fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo; fare riposare in frigo per circa 30 minuti;
  • Tirate la pasta abbastanza sottile e tagliatela della forma che preferite;
  • Cuocete per circa 4 minuti (se avete fatto le tagliatelle come me) e condite a piacere con pesto e pomodori tagliati a cubetti;

Ricetta ideale per utilizzare gli albumi avanzati e preparare una pasta leggera.

Buon Appetito!!!

Giulia Tacchella

LORENZO NEGLI STADI

Pubblicato: settembre 9, 2013 da Andrea Baldeschi in Note Bionde
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Quasi 3 sono i milioni di spettatori, tra fan e non, che hanno assistito lo scorso Lunedì 2 settembre al live proposto da Rai 1. “In questa notte fantastica” non voleva essere il solito concerto trasmesso sul piccolo schermo, bensì un vero e proprio documentario con annesse interviste, scene inedite e tante emozioni.

La scaletta è sicuramente ricca: dai brani senza tempo come “Bella”  e “L’ombelico del mondo” agli ultimi successi come “A te” e “Estate”.

Cantare sul piccolo palco delle arene è bello, afferma lo stesso Jovanotti, ma lo stadio è un’altra cosa.  Il Backup Tour  è iniziato il  7 giugno 2013 da Ancona ed è terminato invece il 20 luglio 2013 a Cagliari, passando da Milano, Firenze e Roma. Ci racconta che ha viaggiato per tutta Europa visitando musei d’arte moderna alla ricerca di spunti e idee per far sì che lo spettacolo rimanga indimenticabile.

E sicuramente il pubblico ha apprezzato tutta questa dedizione e impegno da parte del cantante. Non solo le luci erano infatti psichedeliche, ma anche le immagini trasmesse sui maxi schermi. Non da meno i suoi abiti, molto sgargianti e appariscenti, illuminavano l’intera struttura.

Non sono mancate ovviamente le polemiche di chi afferma che questo concerto non sembra affatto il prodotto di Rai 1, poiché ormai si tende ad immaginare il telespettatore tipo come  “anziano e in ciabatte.” In ogni caso, il pubblico sembra avere molto apprezzato la scelta del palinsesto.

Non sono solo le canzoni, però, a scaldare i cuori dei fan. Toccante è soprattutto l’ormai celebre discorso “dei puntini”, accompagnato dal suono della sua chitarra. Lorenzo ci racconta che da piccolo amava unire i puntini, nella settimana enigmistica che portava a casa ogni giorno suo padre. E che così fece, per molti anni, fino a quando crebbe e andò a lavorare a Milano, negli anni 80. Si sofferma sulle figure che potevano uscire, cita il famoso discorso di Steve Jobs, per poi concludere poeticamente così: “Vi ho raccontato questa storia perché in una sera come questa io non ho più voglia di unire i puntini, anche se potrebbero venir fuori figure pazzesche. Le figure sono infinite ma a volte non serve unire i punti, si può rimanere cosi a guardare le stelle e possiamo guardarle cosi come sono, perché le figure sono infinite. Una notte piena di stelle. Ogni stella una vita, ogni vita una storia che non rimarrà fuori da nessun disegno perché non c’è nessun disegno, ci sono tutti i disegni possibili. E se unendo i punti il disegno non va bene, non vi preoccupate: le stelle rimarranno li per sempre e possiamo farne altri, cominciarne uno nuovo che ci piace di più, lo possiamo fare ogni giorno, ogni notte, sempre.”

Isabella Castelli