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Problemi ad addormentarti? La musica aiuta

Pubblicato: aprile 27, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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musica per dormire

L’articolo di oggi è un po’ diverso dai precedenti perché è più un esperimento che vorrei suggerire di provare a tutti quelli che hanno problemi a prendere sonno. L’argomento è: “musica per addormentarsi”.

Ci sono molte persone di tutte le età che hanno difficoltà a prendere sonno, il problema è così diffuso che su internet si possono trovare tantissime guide con esercizi pensati appositamente per aiutarci a raggiungere il tanto ambito obiettivo.

Purtroppo o per fortuna questo è uno dei pochi problemi che non ho, quindi non ho potuto testarne l’efficacia direttamente su di me (solitamente mi addormento in 10 minuti) e questa è una buona scusa per chiedere a voi di provarlo e di dire se funziona, se aiuta o se è solo una leggenda metropolitana.

L’unica cosa fondamentale da tenere il considerazione per riuscire ad addormentarsi è “semplicemente” cercare di rilassarsi e spegnere il cervello. Appoggiare la testa sul cuscino non significa iniziare a fare il resoconto mentale della giornata, pensare a quello che si dovrà fare il giorno dopo o nel futuro, significa solo che la giornata (comunque sia stata) è finita e ora non c’è niente di meglio che raggiungere la pace e prendere sonno. Molto spesso accade che le nostre giornate siano talmente frenetiche da non lasciarci il tempo per fermarci a pensare sulle cose che ci stanno accadendo: se avete problemi di sonno rimandare i pensieri/le preoccupazioni a quando vi sdraiate nel vostro letto può solo peggiorare la situazione.

Una cosa che aiuta molto è cercare di creare un ambiente il più possibile adatto al raggiungimento del nostro relax prima di addormentarsi: un cuscino comodo, una coperta in più o in meno a seconda che siamo più o meno freddolosi, il buio totale o la penombra in base ai nostri gusti. E’ tutto soggettivo ma tutti i dettagli sono importanti.

Visto che l’obiettivo è raggiungere un certo grado di rilassamento per potersi addormentare anche la musica può essere di grande aiuto perché influisce in maniera davvero incredibile sul nostro umore, provare per credere. Ancora una volta il difficile è riuscire a individuare il genere più adatto a noi, il principio rimane quello che debba in qualche modo darci un senso di tranquillità o spensieratezza.

I più comuni generi utilizzati a tale scopo sono:

  1. Musica classica
  2. Cool/smooth jazz
  3. Suoni vocali
  4. Suoni della natura

Per ognuno di questi spulciate un po’ su internet/youtube, io ve ne propongo qualcuno:

Ultima cosa da dire, forse scontata, è chiudere gli occhi e lasciare che sia la musica a determinare i vostri pensieri, lasciate che la musica plasmi delle immagini nella vostra testa, in questo modo vi ritroverete in un altro mondo molto simile ai sogni e da lì ad addormentarvi non dovrebbe passare molto tempo (vi consiglio di ascoltare questi brani direttamente mentre siete a letto).

Provate e lasciate un commento qui sotto o sulla nostra pagina di facebook per dirci se funziona!

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mameli

In uno dei precedenti articoli abbiamo parlato di quanto possa essere positivo iniziare a suonare facendo alcuni esempi di come la musica possa fare bene in mille modi e a tutte le età, oggi sempre in argomento vorrei parlare di come la musica possa fare bene per la dislessia.

Per chi non sapesse cos’é la dislessia viene definita come il disturbo della lettura (non sto ad approfondire perché al link potete trovare tutte le informazioni a riguardo, scritte da una psicologa). Una ricerca scientifica ha messo a confronto un gruppo di musicisti e un altro gruppo di persone che non hanno niente a che fare con la musica (ma con livello di formazione scolastica ed età simili) alle prese con la lettura di un testo ed é stato osservato come il cervello dei musicisti funzionasse in maniera diversa, attivando entrambi gli emisferi cerebrali, diversamente dall’altro gruppo che utilizzava solo uno dei due emisferi. Leggendo spartiti i musicisti attivano entrambe queste aree, il cervello si abitua a comportarsi in questo modo anche passando ad un qualsiasi altro testo.

Nei dislessici l’aerea del cervello adibita alla lettura viene attivata in modo “atipico” e/o “insufficiente” e questa scoperta può rivelarsi molto importante perché lo studio della musica portando ad utilizzare aree diverse del cervello potrebbe far sopperire all’iniziale mancanza dei dislessici.

Se leggere un testo per un bambino dislessico può essere molto complicato uno spartito può esserlo molto di più, quello che potrebbe aiutare é che l’associazione di una nota ad un suono dello strumento potrebbe risultare più intuitivo, la musica può essere molto più vista come un gioco e quindi risultare più “divertente”, inoltre leggere uno spartito di un motivo musicale che abbiamo già in mente potrebbe essere più semplice di un classico “testo”.

Solitamente per aiutare i bambini con questo disturbo, che consiste in varie difficoltà legate all’apprendimento, si individuano delle “strategie divertenti e motivanti che diano alla lettura una valenza positiva e ludica”, e fra i tanti modi che si possono scegliere anche la musica può essere un approccio vincente.