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Gp Cina Hamilton

 

Lewis Hamilton non ha intenzione di fermarsi: l’inglese si è aggiudicato senza alcuna difficoltà il GP di Cina, sul circuito di Shanghai. Una gara guidata dall’inizio alla fine, e conclusa con quasi 20 secondi di vantaggio sull’altra Mercedes di Nico Rosberg (2°), autore di una gran gara di rimonta dopo una brutta partenza e con 23 secondi su Fernando Alonso, che assapora la gioia del podio per la prima volta in questa stagione. Lo spagnolo della Ferrari tiene dietro le Red Bull di Ricciardo e Vettel, mentre l’altra Rossa di Raikkonen chiude 8°. A punti anche il solito Hulkenberg (6°), Bottas, Perez e il giovane russo Kvyat.

Al via Lewis Hamilton mantiene la prima posizione mentre l’altra Mercedes di Rosberg perde 3 posizioni e al termine del primo giro è solo settimo; alle spalle dell’inglese si porta Vettel, tallonato da Alonso e dal compagno di team Ricciardo. Il circuito mette a dura prova le gomme, tanto che dopo 10 giri i big si fermano per il primo pit: Alonso anticipa di 2 giri Vettel e ne approfitta per prendersi la seconda posizione, mentre Rosberg inizia la sua risalita portandosi quarto, alle spalle del tedesco.
La Mercedes però ha un passo decisamente superiore alle altre e, mentre Hamilton continua imperterrito a guadagnare più di un secondo a giro su tutti, Rosberg si avvicina ad un Vettel in difficoltà e lo passa al giro 23. I problemi sulla Red Bull sembrano evidenti a tal punto che il team radio chiede al tedesco di lasciar passare Ricciardo: Seb non ci sta ma al giro 26 deve lasciare strada anche al giovane australiano.
Prima della seconda sosta, Hamilton ha un vantaggio di 15 secondi su Alonso, il quale a sua volta ha un margine di 7 secondi su un agguerrito Rosberg. Dopo il pit però, Rosberg spinge fortissimo sull’acceleratore e al 42° giro passa agevolmente il ferrarista, chiudendo la sua rimonta al secondo posto e permettendo alla Mercedes di ottenere la terza doppietta stagionale. Hamilton intanto vince senza patemi la terza gara consecutiva e riduce il gap in classifica da Rosberg a 4 punti mentre Alonso chiude terzo e riporta la Ferrari sul podio che mancava dall’ultimo GP della scorsa stagione. Dietro allo spagnolo terminano le Red Bull di Ricciardo e di un deluso e deludente Vettel, che alla fine pagherà ben 47 secondi di ritardo da Hamilton.
Dopo la trasferta asiatica, il Circus si prenderà una pausa di tre settimane prima di sbarcare in Europa: prima tappa Spagna, Barcellona. L’anno scorso trionfò Alonso; i tifosi Ferrari – avendo visto i primi miglioramenti nella gara di oggi – iniziano a sognare …

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 79
2) Hamilton (Mercedes) 75
3) Alonso (Ferrari) 41
4) Hulkenberg (Force India) 36
5) Vettel (Red Bull) 33
6) Ricciardo (Red Bull) 24
6) Bottas (Sauber) 24

 

CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) Mercedes 154
2) Red Bull 57
3) Force India 54
4) Ferrari 52
5) McLaren 43

Start of the race

 

Cambiano i circuiti ma la macchina più forte resta sempre la stessa: la Mercedes infatti porta a casa una doppietta anche in Bahrain (dopo quella di una settimana fa in Malesia) grazie ad Hamilton e Rosberg, autori di un grande duello che si è risolto nel finale a favore dell’inglese. Terza posizione e primo podio in carriera per Sergio Perez su Force India, che ha preceduto un mai domo Ricciardo con la prima Red Bull (partito 13°, chiude 4°) e il compagno di team Hulkenberg. Sesta l’altra Red Bull di Vettel, in difesa per tutto il GP, davanti alle Williams. Gara anonima per le Ferrari, giunte ai margini della zona punti con Alonso 9° e Raikkonen 10°.

 

Al via Hamilton ha uno spunto migliore di Rosberg e approfitta per superarlo e volare in testa mentre Massa si accoda alle Mercedes, precedendo Perez, Button e via via tutti gli altri.
Il passo delle Mercedes è troppo superiore agli altri – guadagnano di media 1 secondo e mezzo a giro – e ben presto la corsa si trasforma in un duello per la prima posizione. A differenza del GP malese di settimana scorsa, Rosberg riesce a stare a contatto con Hamilton e al giro 18 tenta in 2 circostanze il sorpasso, ma l’inglese approfitta del lungo del tedesco in entrambe le occasioni per riprendersi la testa.
Dopo la prima sosta però, Hamilton si ritrova con 6 secondi di vantaggio su Rosberg e addirittura 30 su Perez, in lotta con le Williams di Bottas e Massa mentre le Red Bull recuperano posizioni sulle Ferrari, in difficoltà anche a causa di un’errata strategia.
A 15 giri dalla fine arriva il colpo di scena: Maldonado tocca la vettura di Gutierrez, la quale prende il volo e compie un 360 pericolosissimo – per fortuna il pilota messicano ne esce illeso-. Ciò rende inevitabile l’ingresso della Safety Car, che azzera tutti i distacchi compattando il gruppo.
Nei giri finali, Rosberg tenta ancora il sorpasso ma Hamilton si difende bene e porta a casa la seconda vittoria consecutiva, avvicinandosi ulteriormente in classifica al compagno di scuderia.
La lotta per il terzo posto invece vede vincitore Perez, al primo podio in carriera, che permette alla Force India di festeggiare nel migliore dei modi il 400° Gp in Formula 1. Dietro al messicano si piazza l’australiano Ricciardo su Red Bull, autore di una grande gara in rimonta (partiva 13°) soprattutto nel finale, quando ha sorpassato Hulkenberg (5°) e anche il suo compagno di team Vettel, sesto e non soddisfatto della propria vettura.

Molto male  invece le Ferrari, che chiudono la TOP 10 con Alonso e Raikkonen in difficoltà per tutto il GP. Il tempo per migliorare c’è, ma le indicazioni di questa gara non sono delle migliori: Red Bull, Williams e Force India – non considerando le Mercedes che girano su un pianeta a sè stante – hanno dimostrato di essere superiori alle Rosse. A Maranello ci sarà tanto da lavorare per far sì che il gap con le altre si riduca sin dal prossimo appuntamento, tra 2 settimane in Cina.

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 61
2) Hamilton (Mercedes) 50
3) Hulkenberg (Force India) 28
4) Alonso (Ferrari) 26
5) Button (McLaren) 23
5) Vettel (Red Bull) 23
CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) Mercedes 101
2) Force India 44
3) McLaren 43
4) Red Bull 35
5) Ferrari 33

 

Hamilton Malesia

 

Dopo l’esordio sfortunato in Australia, il pilota della Mercedes Lewis Hamilton si riscatta andando a vincere la seconda gara del Mondiale sul tracciato della Malesia. L’inglese ha tagliato il traguardo con più di 15 secondi di vantaggio sul compagno di team Rosberg, che ha dovuto sudare per tenere alle spalle il redivivo Vettel, anch’esso in netta ripresa dopo il ritiro in Australia. Buon quarto posto, anche se con un ritardo di 35 secondi, per la prima Ferrari di Fernando Alonso, che nel finale ha avuto la meglio di Hulkenberg (5° e sempre tra i migliori). Sesto Jenson Button su McLaren davanti alle 2 Williams, con Massa che non rispetta l’ordine di scuderia e taglia il traguardo prima del compagno di squadra Bottas. Sfortuna per Raikkonen (12°), la cui gara è stata condizionata da un contatto nelle fasi iniziali con Magnussen, e per Ricciardo, costretto al ritiro a pochi giri dalla fine dopo essere stato  vittima di un grave errore dei box che ha rovinato la sua gara.

Al via Hamilton non ha problemi a mantenere la testa della corsa, mentre Vettel si lascia sorprendere da Rosberg e Ricciardo. Alonso è quinto mentre dietro la bagarre si fa più accesa e si arriva al contatto con Magnussen – si beccherà per questo 5 secondi di penalità – che buca la posteriore destra di Raikkonen, con il finlandese costretto a veder sfilare tutti prima di poter entrare ai box. Davanti però la Red Bull c’è: Vettel passa Ricciardo riprendendosi la terza posizione, forte di un passo gara superiore alle aspettative. A metà gara però Hamilton ha già quasi 10 secondi di vantaggio rispetto a Rosberg, mentre il campione in carica della Red Bull inizia a farsi minaccioso negli specchietti della Mercedes.
Al giro 41 arriva uno dei pochi colpi di scena di questo GP che colpisce l’altra Red Bull: Ricciardo, momentaneamente quarto, rientra per la seconda sosta  ma i meccanici lo lasciano ripartire con l’anteriore sinistra non ancora avvitata. L’australiano se ne accorge prontamente e si ferma nella corsia box in attesa dei soccorsi. Il suo pit dura quasi 1 minuto e a ciò si aggiunge la penalità che la direzione corsa gli infligge, a causa dell’ unsafe release del team. Ricciardo rientra in pista stra-ultimo e decide di ritirarsi a 4 giri dal termine.
Hamilton invece non ha problemi e ottiene la prima vittoria stagionale (la prima in assoluto in Malesia), precedendo Rosberg e Vettel. Alonso è quarto, miglior risultato possibile visto il gap netto con Mercedes e Red Bull, sebbene si siano visti dei miglioramenti in Ferrari rispetto all’Australia, che lasciano ben sperare per il futuro. Futuro non molto distante, dato che si correrà in Bahrein già domenica prossima.

 

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 43
2) Hamilton (Mercedes) 25
3) Alonso (Ferrari) 24
4) Button (McLaren) 23
5) Magnussen (McLaren) 20
6) Hulkenberg (Force India) 18
7) Vettel (Red Bull) 15
8) Bottas (Williams) 14
9) Raikkonen (Ferrari) 6
9) Massa (Williams) 6

CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) Mercedes 68
2) McLaren 53
3) Ferrari 30
4) Williams 20
5) Force India 19
6) Red Bull 15
7) Toro Rosso 7

gp d'australia

 

Nico Rosberg (Mercedes) vince il primo gran premio della stagione 2014, che si è corso come da tradizione a Melbourne sul circuito di Albert Park. Il tedesco ha dominato la corsa, tagliando il traguardo con ben 24 secondi di vantaggio sul pilota di casa Daniel Ricciardo, approdato quest’anno in Red Bull. L’aussie però verrà squalificato in seguito per aver oltrepassato il limite massimo di consumo di benzina stabilito a 100kg. Terzo posto, che quindi diventa secondo, per uno strabiliante Kevin Magnussen su McLaren, all’esordio assoluto in F1. Podio virtuale completato dall’altra McLaren di Button, che ha preceduto la Ferrari di Alonso (4°). Male l’altra Rossa di Raikkonen, giunto settimo. Non terminano la gara il favorito della vigilia Lewis Hamilton e il campione in carica Sebastian Vettel, entrambi per problemi tecnici alla propria vettura.
Al via Rosberg ottiene subito la leadership sopravanzando Ricciardo (partito secondo) e un impacciato Hamilton, che dalla prima posizione sulla griglia, si ritrova quinto davanti ad Alonso. Al quinto giro arriva il primo colpo di scena della stagione proprio con Lewis Hamilton che rientra ai box per problemi al motore ed è costretto al ritiro. La stessa sorte toccherà la tornata successiva a Vettel, in perenne difficoltà durante tutto il week-end.
Davanti invece Rosberg inizia ad allungare su Ricciardo e Magnussen, mentre Hulkenberg tiene dietro Alonso e Bottas. Proprio il finlandese della Williams al giro numero 12 tocca il muro nel tentativo di sorpassare lo spagnolo e perde il cerchio e lo pneumatico sinistro, rendendo necessaria l’entrata della Safety Car. Tutti i primi della classifica rientrano ai box per la prima sosta, mantenendo invariata la classifica eccezion fatta per Button, primo a cambiare le gomme, che ritorna in pista in sesta posizione subito dietro ad Alonso.
Rimane tutto invariato fino alla seconda sosta generale, quando ancora una volta Button anticipa tutti e sopravanza Alonso, per il quarto posto. Dietro intanto l’altra Ferrari di Raikkonen fatica a girare su buoni tempi e rimane in lotta tra la ottava e la decima posizione con le Toro Rosso.
Quando mancano pochi giri alla fine, mentre Rosberg controlla senza problemi la gara con più di 20 secondi di vantaggio, sembra accendersi la lotta per la seconda posizione: Magnussen si fa minaccioso negli specchietti di Ricciardo, lasciando prevedere un finale infuocato ma il pilota di casa riesce ad allungare e tenere il secondo posto fino alla fine. Ai piedi del podio si piazza Button, che taglia il traguardo prima di Alonso, arrivato a 35 secondi dal leader. Bottas chiude 6° recuperando nel finale la posizione su Hulkenberg. Raikkonen chiude 8° a quasi un minuto da Rosberg, dato che mostra le difficoltà del pilota finlandese con la nuova vettura. Chiudono la zona punti Vergne e l’esordiente russo Kvyat.

Sembra tutto definito quando la direzione corsa emette un comunicato stampa dal quale si evince la squalifica di Ricciardo, cancellandogli la gioia del podio di fronte al proprio pubblico, poichè la sua Red Bull avrebbe consumato più dei 100 kg di benzina pattuiti dal regolamento. Ne approfittano tutti gli altri, soprattutto Perez che, da 11° guadagna il primo punto della sua stagione. Prossimo appuntamento con la F1 tra 2 settimane in Malesia.

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 25
2)Magnussen (McLaren) 18
3)Button (McLaren) 15
4) Alonso (Ferrari) 12
5) Bottas (Williams) 10
6)Hulkenberg (Force India) 8
7)Raikkonen (Ferrari) 6
8)Vergne (Toro Rosso) 4
9) Kvyat (Toro Rosso) 2
10) Perez (Force India) 1

CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) McLaren 33
2) Mercedes 25
3) Ferrari 18
4)Williams 10
5)Force India 9
6)Toro Rosso 6

vettel

Non c’è stata la pioggia che ha contraddistinto il week-end prima della gara ma le emozioni non sono mancate in Brasile nell’ultimo atto del Mondiale di F1, sul circuito di Interlagos. Come sempre a trionfare è stato Vettel (Red Bull), alla nona gara consecutiva vinta, che ha tagliato il traguardo davanti al compagno di team Mark Webber che chiude con un secondo posto l’esperienza in Formula 1. Terzo Alonso (Ferrari) che torna sul podio dopo un’astinenza di 5 gare, che precede un ottimo Button (McLaren) al miglior risultato stagionale. Quinto Rosberg (Mercedes) che nel finale si difende dagli attacchi di Perez (McLaren) e permette alla sua scuderia di guadagnare la seconda posizione del mondiale costruttori a scapito della Ferrari. Chiudono la zona punti Massa, Hulkenberg, Hamilton e Ricciardo.

Al via le Mercedes scattano meglio di tutti con Rosberg che passa Vettel alla prima curva e si prende la prima posizione mentre Hamilton supera Alonso ed è terzo. Vettel però non ci mette molto a tornare leader e infatti, alla fine del secondo giro, sfrutta la scia di Rosberg e si prende la testa della corsa. Alonso intanto si riprende la terza piazza sorpassando Hamilton e al quarto giro scavalca anche Rosberg ed è secondo. Dietro inizia la rimonta di Webber che si concretizza al 13°giro con il sorpasso su Alonso, portando l’australiano in seconda posizione.
Dopo la prima sosta la classifica sembra delineata con Vettel che ha 10 secondi di vantaggio su Webber, con Alonso che prova a tenere il passo dell’australiano. Al 31°passaggio drive through per Massa, reo di aver tagliato la linea che delimita la pit-lane, salvo poi rientrare in pista e non nella corsia box. Il brasiliano con quella manovra ha compromesso la sua gara – chiuderà settimo –  visto che era in quarta posizione prima della penalità.
Al 47° giro si raggiunge il culmine delle emozioni: dapprima c’è un contatto tra Bottas (Williams) e Hamilton, col finlandese che è costretto al ritiro, mentre l’inglese perde la posteriore destra ed è costretto a percorrere tutto il giro lentamente prima di rientrare ai box. Verrà poi sanzionato con un drive through, reo di aver causato il contatto. Davanti invece Vettel rientra ma i meccanici si dimenticano l’anteriore destra, costringendo il tedesco ad una sosta lunghissima.

Dopo questo momento di grande imbarazzo Vettel non si scompone e porta a casa la 13°vittoria stagionale – eguagliato il record di Schumacher del 2004 -, la nona consecutiva, cosa mai accaduta prima e se si pensa ai 397 punti nel mondiale (la Mercedes che alla fine è seconda nei costruttori è arrivata a 360!), si capisce la grandezza di Vettel.
Webber invece chiude la carriera in F1 con un secondo posto, terzo invece Alonso che, con una macchina decisamente inferiore, ha fatto il massimo.

Ora si volta pagina, la stagione 2014 porterà molti cambiamenti – uno su tutti l’introduzione dei nuovi motori turbo V6 a 1600 cm³ di cilindrata – ma l’uomo da battere rimarrà Vettel. La speranza degli appassionati è che vi sia almeno più battaglia.