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Hamilton Malesia

 

Dopo l’esordio sfortunato in Australia, il pilota della Mercedes Lewis Hamilton si riscatta andando a vincere la seconda gara del Mondiale sul tracciato della Malesia. L’inglese ha tagliato il traguardo con più di 15 secondi di vantaggio sul compagno di team Rosberg, che ha dovuto sudare per tenere alle spalle il redivivo Vettel, anch’esso in netta ripresa dopo il ritiro in Australia. Buon quarto posto, anche se con un ritardo di 35 secondi, per la prima Ferrari di Fernando Alonso, che nel finale ha avuto la meglio di Hulkenberg (5° e sempre tra i migliori). Sesto Jenson Button su McLaren davanti alle 2 Williams, con Massa che non rispetta l’ordine di scuderia e taglia il traguardo prima del compagno di squadra Bottas. Sfortuna per Raikkonen (12°), la cui gara è stata condizionata da un contatto nelle fasi iniziali con Magnussen, e per Ricciardo, costretto al ritiro a pochi giri dalla fine dopo essere stato  vittima di un grave errore dei box che ha rovinato la sua gara.

Al via Hamilton non ha problemi a mantenere la testa della corsa, mentre Vettel si lascia sorprendere da Rosberg e Ricciardo. Alonso è quinto mentre dietro la bagarre si fa più accesa e si arriva al contatto con Magnussen – si beccherà per questo 5 secondi di penalità – che buca la posteriore destra di Raikkonen, con il finlandese costretto a veder sfilare tutti prima di poter entrare ai box. Davanti però la Red Bull c’è: Vettel passa Ricciardo riprendendosi la terza posizione, forte di un passo gara superiore alle aspettative. A metà gara però Hamilton ha già quasi 10 secondi di vantaggio rispetto a Rosberg, mentre il campione in carica della Red Bull inizia a farsi minaccioso negli specchietti della Mercedes.
Al giro 41 arriva uno dei pochi colpi di scena di questo GP che colpisce l’altra Red Bull: Ricciardo, momentaneamente quarto, rientra per la seconda sosta  ma i meccanici lo lasciano ripartire con l’anteriore sinistra non ancora avvitata. L’australiano se ne accorge prontamente e si ferma nella corsia box in attesa dei soccorsi. Il suo pit dura quasi 1 minuto e a ciò si aggiunge la penalità che la direzione corsa gli infligge, a causa dell’ unsafe release del team. Ricciardo rientra in pista stra-ultimo e decide di ritirarsi a 4 giri dal termine.
Hamilton invece non ha problemi e ottiene la prima vittoria stagionale (la prima in assoluto in Malesia), precedendo Rosberg e Vettel. Alonso è quarto, miglior risultato possibile visto il gap netto con Mercedes e Red Bull, sebbene si siano visti dei miglioramenti in Ferrari rispetto all’Australia, che lasciano ben sperare per il futuro. Futuro non molto distante, dato che si correrà in Bahrein già domenica prossima.

 

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 43
2) Hamilton (Mercedes) 25
3) Alonso (Ferrari) 24
4) Button (McLaren) 23
5) Magnussen (McLaren) 20
6) Hulkenberg (Force India) 18
7) Vettel (Red Bull) 15
8) Bottas (Williams) 14
9) Raikkonen (Ferrari) 6
9) Massa (Williams) 6

CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) Mercedes 68
2) McLaren 53
3) Ferrari 30
4) Williams 20
5) Force India 19
6) Red Bull 15
7) Toro Rosso 7

fioreSi è conclusa Ieri la 29esima giornata di Serie A, e alcuni scontri hanno dato risposte interessanti, soprattutto ora che ci stiamo avviando alla fine del campionato.
I due anticipi hanno confermato i rapporti di forza tra le contendenti: Il Torino di Ventura ha sconfitta con un secco 3-1 il Livorno, lasciandolo a rischio retrocessione, grazie alla tripletta di Immobile. Ora il bomber granata è il capocannoniere del campionato.
Nell’altro anticipo è la Roma di Garcia a vincere senza troppi sforzi sul Chievo Verona di Corini. Due gol praticamente regalati dalla difesa Clivense e pratica archiviata: 0-2.

La Sampdoria ottiene una roboante vittoria ai danni dell’Hellas Verona di Mandorlini, termina 5-0 a Marassi. Un risultato che fa impazzire di gioia i tifosi Doriani e umilia la compagine gialloblù. Mihajlovic aveva chiesto una reazione dopo il pesante K.O.  incassato, ed essa è arrivata.

Il Parma frena la sua corsa verso l’europa contro l’ostico Genoa di Gasperini, che dopo aver fatto sudare la Juventus, ferma anche la squadra di Donadoni. I Ducali non perdono comunque da 17 partite e la loro scalata verso l’Europa League sembra solo rinviata di poco. Finisce 1-1.

Il Bologna ottiene 3 punti pesantissimi in chiave salvezza contro il Cagliari. I felsinei grazie ad un rigore trasformato da Lazaros Christodoulopulos, battono i sardi per 1-0 e si portano a distanza di sicurezza dalla zona rovente della classifica.

Brusco stop invece per l’Inter di Mazzarri a San Siro. L’Atalata di Colantuono si conferma un’avversario tosto per chiunque e sconfigge la compagine di Milano con il risultato di 1-2. Decisivo Bonaventura con 2 gol, inutile il pareggio di Icardi. Inter che quindi si allontana dalla Fiorentina nella corsa all’Europa che conta.

Un Sassuolo sprecone perde contro l’Udinese di un’intramontabile Di Natale. Il capitano dei Friulani decide il match con il suo gol, ma il Sassuolo sbaglia un rigore e troppe occasioni sotto porta. I Neroverdi perdono 1-0 e rimangono impantanati in piena zona retrocessione.

Una super-Fiorentina reagisce alla grande all’eliminazione in Europa League battendo i rivali alla corsa al terzo posto: il Napoli. La squadra di Benitez viene sconfitta e avvicinata dai Viola, e la lotta al terzo posto si fa sempre più accesa. Decide un gol di Joaquin nel finale di gara, 0-1.

Il testa-coda andato in scena nel posticipo tra Catania e Juventus è andato secondo pronostico, con i bianconeri che hanno battuto i siciliani per 0-1 grazie al gol di Tevez e puntano ora al record di punti in Serie A. Per il Catania la Serie B sembra ormai inevitabile.

Il Milan di Seedorf impatta contro una Lazio versione Corazzata: la squadra di Reja non crolla e porta a casa un punto, anche se il pareggio non serve a nessuno. Al vantaggio iniziale di Kakà, risponde Gonzalez per i biancocelesti. Termina così 1-1 all’olimpico.

Marquez gp qatar

Il campione in carica Marc Marquez si aggiudica il primo Gran Premio della stagione di MotoGP che si è corso sul circuito di Doha in Qatar. Il giovane spagnolo, nonostante avesse corso con una gamba fratturata, ha avuto la meglio nel finale su un grande Valentino Rossi, giunto inaspettatamente secondo al termine di un weekend difficile, testimoniato anche dal 10°posto ottenuto in qualifica. Terzo Dani Pedrosa, bravo ad accontentarsi del primo podio stagionale e fortunato perchè Smith e Bautista – che erano in lotta con lui – sono usciti nei giri finali. Out dopo poche curve anche Jorge Lorenzo, vero deluso di giornata. Chi invece esulta è Aleix Espargaro, che approfitta delle scivolate altrui e giunge 4° davanti alle Ducati di Dovizioso (5°) e Crutchlow (6°). Per gli italiani, vanno a punti anche Iannone (1o° nonostante la caduta iniziale) e Petrucci che termina 14°.

Allo spegnimento dei semafori, Lorenzo – partito quinto – ha lo sprint migliore e passa in testa precedendo Bradl, Bautista e Marquez mentre dietro iniziano le rimonte di Rossi e Pedrosa. Nemmeno il tempo di finire il primo giro e Lorenzo perde l’anteriore e scivola, gettando al vento i primi punti del mondiale. Ne approfitta Bradl che prova un timido tentativo di fuga, ma Marquez, Bautista e Rossi iniziano a farsi minacciosi. Al 9° giro arriva un altro colpo di scena che interessa ancora una volta il leader attuale: Bradl si stende alla curva 2 e finisce nella ghiaia.
Marquez non si lascia scappare l’occasione; si prende la prima posizione e cerca di scappare dagli altri, ma Rossi è l’unico che riesce a tenere il suo passo. Nei giri finali, infatti, si delinea un avvincente duello tra Marquez e Rossi per la vittoria mentre Pedrosa deve contenere gli assalti di Bautista e Smith. I colpi di scena non finiscono ed infatti, a 5 giri dal termine cade Smith, imitato 2 tornate dopo da Bautista, permettendo un finale tranquillo a Pedrosa.
Là davanti invece la situazione è completamente diversa, con Rossi che a 2 giri dal termine, si gioca il tutto per tutto attaccando Marquez ma va lungo, permettendo allo spagnolo di tornare in prima posizione e di mantenerla fino alla fine. Ai piedi del podio giunge Aleix Espargaro con la Yamaha Open, davanti alle 2 Ducati ufficiali di Dovizioso e Crutchlow, partite entrambe molto bene salvo poi crollare nel finale. Peccato per il nostro Andrea Iannone, caduto dopo poche curve quando era a lottare con Rossi e Pedrosa, ma bravo a recuperare fino al 10° posto.
Ora la MotoGP tornerà tra 3 settimane, quando il Circus sarà di scena ad Austin, in Texas, per il Gran Premio d’America.

CLASSIFICA PILOTI:

1) Marquez 25
2) Rossi 20
3) Pedrosa 16
4) A.Espargaro 13
5) Dovizioso 11
6) Crutchlow 10
7) Redding 9
8) Hayden 8
9) Edwards 7
1o) Iannone 6

gp d'australia

 

Nico Rosberg (Mercedes) vince il primo gran premio della stagione 2014, che si è corso come da tradizione a Melbourne sul circuito di Albert Park. Il tedesco ha dominato la corsa, tagliando il traguardo con ben 24 secondi di vantaggio sul pilota di casa Daniel Ricciardo, approdato quest’anno in Red Bull. L’aussie però verrà squalificato in seguito per aver oltrepassato il limite massimo di consumo di benzina stabilito a 100kg. Terzo posto, che quindi diventa secondo, per uno strabiliante Kevin Magnussen su McLaren, all’esordio assoluto in F1. Podio virtuale completato dall’altra McLaren di Button, che ha preceduto la Ferrari di Alonso (4°). Male l’altra Rossa di Raikkonen, giunto settimo. Non terminano la gara il favorito della vigilia Lewis Hamilton e il campione in carica Sebastian Vettel, entrambi per problemi tecnici alla propria vettura.
Al via Rosberg ottiene subito la leadership sopravanzando Ricciardo (partito secondo) e un impacciato Hamilton, che dalla prima posizione sulla griglia, si ritrova quinto davanti ad Alonso. Al quinto giro arriva il primo colpo di scena della stagione proprio con Lewis Hamilton che rientra ai box per problemi al motore ed è costretto al ritiro. La stessa sorte toccherà la tornata successiva a Vettel, in perenne difficoltà durante tutto il week-end.
Davanti invece Rosberg inizia ad allungare su Ricciardo e Magnussen, mentre Hulkenberg tiene dietro Alonso e Bottas. Proprio il finlandese della Williams al giro numero 12 tocca il muro nel tentativo di sorpassare lo spagnolo e perde il cerchio e lo pneumatico sinistro, rendendo necessaria l’entrata della Safety Car. Tutti i primi della classifica rientrano ai box per la prima sosta, mantenendo invariata la classifica eccezion fatta per Button, primo a cambiare le gomme, che ritorna in pista in sesta posizione subito dietro ad Alonso.
Rimane tutto invariato fino alla seconda sosta generale, quando ancora una volta Button anticipa tutti e sopravanza Alonso, per il quarto posto. Dietro intanto l’altra Ferrari di Raikkonen fatica a girare su buoni tempi e rimane in lotta tra la ottava e la decima posizione con le Toro Rosso.
Quando mancano pochi giri alla fine, mentre Rosberg controlla senza problemi la gara con più di 20 secondi di vantaggio, sembra accendersi la lotta per la seconda posizione: Magnussen si fa minaccioso negli specchietti di Ricciardo, lasciando prevedere un finale infuocato ma il pilota di casa riesce ad allungare e tenere il secondo posto fino alla fine. Ai piedi del podio si piazza Button, che taglia il traguardo prima di Alonso, arrivato a 35 secondi dal leader. Bottas chiude 6° recuperando nel finale la posizione su Hulkenberg. Raikkonen chiude 8° a quasi un minuto da Rosberg, dato che mostra le difficoltà del pilota finlandese con la nuova vettura. Chiudono la zona punti Vergne e l’esordiente russo Kvyat.

Sembra tutto definito quando la direzione corsa emette un comunicato stampa dal quale si evince la squalifica di Ricciardo, cancellandogli la gioia del podio di fronte al proprio pubblico, poichè la sua Red Bull avrebbe consumato più dei 100 kg di benzina pattuiti dal regolamento. Ne approfittano tutti gli altri, soprattutto Perez che, da 11° guadagna il primo punto della sua stagione. Prossimo appuntamento con la F1 tra 2 settimane in Malesia.

CLASSIFICA PILOTI:

1) Rosberg (Mercedes) 25
2)Magnussen (McLaren) 18
3)Button (McLaren) 15
4) Alonso (Ferrari) 12
5) Bottas (Williams) 10
6)Hulkenberg (Force India) 8
7)Raikkonen (Ferrari) 6
8)Vergne (Toro Rosso) 4
9) Kvyat (Toro Rosso) 2
10) Perez (Force India) 1

CLASSIFICA COSTRUTTORI:

1) McLaren 33
2) Mercedes 25
3) Ferrari 18
4)Williams 10
5)Force India 9
6)Toro Rosso 6

Tevez, Milan-Juve 0-2

 

Il posticipo della 26a giornata di Serie A sorride alla capolista: la Juve si dimostra spietata e punisce oltre modo il miglior Milan della stagione. Primo tempo a chiare tinte rossonere, che sbagliano tre gol con Kakà per due volte e Poli, ma al 43′ Llorente porta in vantaggio gli uomini di Conte. Nella ripresa ancora Poli di test spreca una grande occasione e si infortuna in uno scontro con Caceres, ma poco dopo Tevez raddoppia con un siluro che non lascia scampo ad Abbiati. Juve a +11 sulla Roma, Milan che però inizia  a vedere gli effetti della cura Seedorf.
La Roma non riesce a battere l’Inter in una partita dalle poche emozioni. Giallorossi a corto di idee senza Totti e Pjanic (quest’ultimo non al meglio ed entrato nel secondo tempo), e la squadra di Mazzarri strappa un punto importante su un campo difficile: 0-0 il finale.

Il Napoli si conferma piccolo con le piccole, e resta bloccato sull’1-1 a Livorno. Mertens su rigore porta in vantaggio i partenopei, uno sfortunato autogol di Pepe Reina pareggia i conti.
La Fiorentina disputa una brutta partita e subisce la seconda sconfitta casalinga consecutiva: alla Lazio basta un gol di Cana al 5′.

Il Parma espugna anche Sassuolo e resta in piena corsa per l’Europa League, con il tredicesimo risultato utile consecutivo; basta una rete di Parolo. Si fermano invece Verona (0-0 casalingo con il Bologna) e Torino (pesante sconfitta in casa con la Samp, grazie alle rete di Okaka e Gabbiadini.)

L’Atalanta supera 2-1 il Chievo: Carmona apre le marcature, pareggia Dainelli e alla fine risolve Cigarini; il Cagliari piega l’Udinese con un netto 3-0 firmato Ibarbo, Vecino e Ibrahimi; infine il Genoa batte 2-0 il Catania con le reti di Antonelli e Sturaro.