Archivio per la categoria ‘Musica’

Il magico formato mp3

Pubblicato: aprile 13, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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musica

A differenza di un tempo, quando la maggior parte dei brani che si ascoltavano erano in formato wav, ormai la maggior parte della musica che passa nei nostri auricolari è in mp3. Questo cambiamento è giustificato semplicemente dal fatto che un brano in mp3 è molto più “leggero” di un wav, il che si traduce nel vantaggio di potere memorizzare una quantità molto più alta di brani sui nostri dispositivi.

Lo standard mp3 (MPEG Layer-3) di fatto non è nato in ambito musicale. Leonardo Chiariglione, fondatore del gruppo Mpeg (Moving Picture Experts Group, cioè il gruppo di esperti che ha sviluppato questo formato) ha risposto così alla domanda di come fosse nato questo formato: “A fine anni 80 il digitale era un lavoro da pionieri e c’era la necessità di trasmettere musica e video di buona qualità ma con pochi dati, perché la capacità delle linee era bassa. Fu allora che fondai il gruppo Mpeg, per creare formati che rispondessero a queste esigenze. Avevo un’idea precisa: creare uno standard non proprietario, che tutti potessero usare nei loro prodotti, senza guerre tra aziende per imporre i loro formati, come è successo vent’anni fa con Vhs e Betamax. L’Mp3 è frutto di un lavoro di squadra durato anni.”

Il file mp3 non è nato specificamente per la musica ma più in generale per la compressione di audio ed è ormai utilizzato per la trasmissione dei nostri canali tv, nei DVD, nello streaming video ecc…

La domanda che potrebbe sorgere a questo punto è se questo formato “più leggero” in confronto al wav non sia qualitativamente inferiore. Per rispondere bisogna capire qual’è il principio di compressione che sta dietro a questo formato: togliere tutte le informazioni che non sono necessarie. Ogni file ha una dimensione che dipende dalla quantità di “informazioni” che contiene: per esempio un file word di 10 pagine avrà una dimensione molto più piccola di uno di 1000. Se convertendo un file da wav a mp3 otteniamo un notevole decremento della dimensione del file è perché stiamo di fatto perdendo delle informazioni. La grande “intelligenza” di questo formato si può tradurre nella domanda “questa informazione è davvero necessaria?”.

La conversione in mp3 elimina tutti i dati che non sono così fondamentali sfruttando le ricerche condotte dalla psicoacustica: lo studio della percezione del suono. Quello che avviene è la rimozione di dati che orecchio e/o cervello non possono percepire, in particolare l’mp3 si avvale degli studi sul “mascheramento”, cioè il principio per cui un suono rende difficilmente percepibile la presenza di un altro: pensate ad esempio ad un suono più debole e uno più forte che coesistono in un determinato momento, se il più forte copre il più debole e quindi il nostro orecchio non è in grado di percepirli entrambi significa che il suono più debole può essere rimosso dalla registrazione facendo così diminuire la dimensione del file senza che si abbia la percezione di aver perso in qualità. In base allo stesso ragionamento è possibile eliminare altri dati sulla base di studi che dimostrano la necessità di un certo intervallo di tempo fra due suoni perché entrambi siano percettibili.

Pur rimuovendo informazioni e quindi oggettivamente togliendo qualità al nostro file il nostro cervello è in grado di “ricostruire” parte delle informazioni mancanti permettendoci comunemente di usare questo standard senza preoccuparci troppo. Di certo non rappresenta la qualità più elevata per ascoltare musica, se abbiamo un orecchio allenato probabilmente confrontando lo stesso brano in formato wav e mp3 potremo notare qualche differenza, ma di sicuro costituisce un buonissimo compromesso fra qualità e peso del file.

 

Buona sera rockers! Oggi riprendiamo il nostro appuntamento mensile con le band emergenti.

I protagonisti questa volta sono i Forever Downers, una giovane band pugliese che ha tanta voglia di far conoscere la propria musica.

Il gruppo nasce dalle ceneri di una precedente band, i Breath99.La nuova formazione è composta da Giovanni Gasbarro (Chitarrista e cantante) e da Saverio Simeone (Bassista e cantante).

I ragazzi iniziano sin da subito a registrare diverse demo, con tanta passione e divertimento.

Il progetto comincia nello studio casalingo di Saverio, muniti di Mac, chitarre, bassi e voce, facendo prendere pian piano vita alle prime canzoni.

Col passare dei giorni, il gruppo, sempre più affiatato, compone diversi pezzi, tra cui un brano che in seguito verrà registrato in modo professionale: il titolo provvisorio era Stop Breathing, successivamente sostituito con A letter to my love.

Come tutte le band emergenti i soldi e la tecnologia costituiscono un ostacolo, ma l’importante è sempre non arrendersi e cercare di arrangiarsi con quello che si ha.

Mentre il tempo scorre e i pezzi aumentano di volta in volta, sui socialnetwork arrivano finalmente alcune proposte di radio ed eventi che motivano i ragazzi sempre di più.

Citando un loro pezzo ” Nessuno è essenziale, nessuno è l’attore principale” si capisce chiaramente che l’unione, e sopratutto l’amicizia all’interno della band rimane una componente solida e incredibilmente vera.

Ed ecco che il tanto atteso traguardo arriva: la band compone un intero album (in modo semiprofessionale) tanto richiesto dalla gente a loro vicina.

E le soddisfazioni non finiscono qui: il gruppo decise di cercare sulla rete nazionale alcune etichette discografiche disposte a investire sul loro talento e l’occasione si bussò alla loro porta.

La Green Production si candidò per far loro registrare un singolo professionalmente. La notizia scatena ovviamente tanta gioia, e questi ragazzi non vedono l’ora di condividere la loro musica.

 

Se siete curiosi di ascoltare il loro brano ecco i link!

http://www.deezer.com/album/7041849

Potete insoltre acquistarlo qui

http://www.mixrad.io/it/it/products/forever-downers/a-letter-to-my-love/54666531/

 

Se questi ragazzi vi hanno incuriosito, non vi resta che seguirli  sulle loro pagine facebook e youtube.

https://www.facebook.com/ForeverDownersFD?ref=hl

https://www.facebook.com/ForeverDownersFD?ref=hl

Buon ascolto a tutti!

Cimatica: il suono plasma la materia

Pubblicato: aprile 6, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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Prima di leggere questo articolo dovete assolutamente vedere il video qui sopra: un esperimento di Cimatica (Cymatics), cioè lo studio delle figure prodotte dalla vibrazione di un materiale esposto ad una vibrazione sonora.

Inutile dire che io sono rimasto a bocca aperta quando ho visto questo video, e quindi ho voluto/dovuto cercare informazioni per spiegare questa “magia”.

Sostanzialmente per produrre il video è stato usato un software generatore di frequenze collegato ad una membrana che riproduce il suono messa a contatto con la lastra che vedete. Quest’ultima è stata semplicemente cosparsa di una sostanza fine e leggera che potrebbe essere sale o sabbia fine e il fatto che ogni tanto ne venga aggiunta un po’ è solamente perché a certe frequenze un po’ di materiale cade dal piano.

Quello che la Cimatica dimostrerebbe è che il suono plasma la materia: la polvere che forma i disegni si dispone accumulandosi nei punti della superficie dove la vibrazione è nulla formando quindi i disegni che abbiamo visto nel video. All’aumentare della frequenza le figure formate diventano sempre più complicate mentre mantenendo la medesima frequenza possiamo vedere figure diverse in funzione della forma geometrica del piano e del modo in cui è vincolato. La cosa incredibile è che alcuni disegni ricordano addirittura le strutture cellulari degli organismi viventi.

Ad una certa frequenza impressa sulla superficie corrisponde un determinato reticolo e l’esperimento in piccola scala è facilmente replicabile anche in casa (cliccate qui per vedere il video).

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che il titolo di questo articolo sia un po’ esagerato, stiamo parlando solo di vedere della polvere disporsi in maniera geometrica su una superficie, è vero. E’ per questo che gli esperimenti di Cimatica sono stati estesi all’uso di liquidi.

 

 

Se tutto ciò che avete visto vi ha sorpreso o incuriosito sappiate che ci sono teorie che collegano questi effetti alla sfera mistica: al Verbo della Bibbia che si tradurrebbe in un suono, alle geometrie e alle lingue sacre, ai cerchi nel grano, fino al nostro DNA. Se avete 20 minuti e questo tipo di cose vi piace vi consiglio di guardare il video qui sotto e di approfondire l’argomento, io ne sono rimasto affascinato.

 

Vi ricordate l’anno scorso quanta gioia/polemica era nata perchè improvvisamente tutti gli artisti internazionali avevano scoperto che sì, l’italia esiste, e sì, forse era il caso di venirci a suonare?

Bene, sembra che quest’anno la storia si ripeta!
In pochi giorni infatti sono state annunciate ben tre date mozzafiato, che hanno fatto impazzire molti di voi.

Partiamo dal ginger-head Ed Sheeran che verrà a trovarci all’Alcatraz di Milano il 20 Novembre. Milano sarà l’unica tappa italiana del suo tour europeo. (I biglietti saranno acquistabili a breve).
Certo, ci fa sempre comunque molto piacere sapere che il nostro paese è stato incluso tra le tappe di un’artista ormai amato a livello mondiale, però ancora una volta i poveri fan meridionali dovranno spostarsi per potere assistere allo show.

Altra notizia bomba: I Fall Out Boy, dopo la loro reunion, decidono di tornare nella nostra penisola! Era dal 2009 che i ragazzi non si esibivano in italia e i fan sono entusiasti di poterli vedere di nuovo.
Anche qui però un po’ di polemica è nata. La band infatti non sarà headliner il 10 Giugno all’Ippodromo City Sound di Milano, bensì aprirà il concerto dei Linkin Park.

Accoppiata avvincente, nessuno lo mette in dubbio, ma così il biglietto viene a costare più di 60 euro, e non tutti possono permettersi quella cifra per uno show di meno di un’ora.
In ogni caso l’evento ormai è Sold-Out, quindi a meno di vincere concorsi promossi da radio come Virgin, per chi ha esitato a comprare i biglietti, ora è troppo tardi.

Chiudiamo con il botto: dulcis in fundo infatti troviamo nientemeno che i Rolling Stones! Sembra incredibile e vi posso assicurare che non è assolutamente un pesce d’aprile. Mick Jagger e soci hanno infatti incluso nel loro tour la capitale italiana per un’unica imperdibile data il 22 Giugno al Circo Massimo.
(Finalmente il sud ha la sua rivincità).

E la band fa le cose in grande: sarà possibile acquistare diverse tipologie di biglietti per l’accesso al backstage, al pit e per accedere a diversi servizi.
Sarà il chitarrista John Mayer, ex fidanzato di Katy Perry, ad aprire lo spettacolo, e i fan di tutta italia non vedono già l’ora.

Beh, si prospetta ancora una volta una bellissima annata!

CRaTER Live radio: il meteo spaziale

Pubblicato: marzo 30, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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crater

Fra gli innumerevoli progetti della Nasa ce n’è uno in qualche modo correlato alla musica e davvero singolare: sopra di noi, attorno all’orbita della Luna, c’è una sonda che è stata dotata di un particolare modulo chiamato CRaTER (Cosmic Ray Telescope for the Effects of Radiation) allo scopo di studiare il possibile impatto delle radiazioni cosmiche sulla salute degli astronauti e su altre forme di vita.

Attraverso i suoi 6 sensori il CRaTER registra l’attività di raggi cosmici e radiazioni solari inviando i dati in tempo reale alla Terra dove vengono costantemente monitorati. A questo punto qualcuno inizierà a chiedersi cosa c’entra tutto questo con la musica? C’entra con il fatto che per rendere i dati fruibili in maniera più diretta l’università del New Hampshire ha lavorato allo sviluppo di un software che li traducesse in un tipo di informazione più semplicemente percettibile scegliendo di convertirli in musica.

Our minds love music, so this offers a pleasurable way to interface with the data, It also provides accessibility for people with visual impairments.

Marty Quinn dell’università del New Hampshire

A questo punto se siete abbastanza curiosi cliccate sul player qui sotto per iniziare ad ascoltare in diretta la CRaTER Live Radio.

Per convertire i dati si è scelto di utilizzare diversi strumenti: piano, kora, marimba, archi, steeldrum, chitarra, strumenti a corde pizzicati e banjo; viene utilizzato sia il modo minore che il modo maggiore; è stato aggiunto anche un beat che suddividendo il tempo regolarmente rende più chiara la percezione musicale.
Se volete approfondire la tecnica di conversione qui sotto potete trovare la spiegazione di Marty Quinn dell’università del New Hampshire, e se ancora non vi bastasse potete leggere tutti i dettagli a questa pagina CRaTER: dettagli della conversione