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piano

Spesso capita di rimanere stupiti di fronte a fatti che non ci aspettiamo: a volte purtroppo per poca conoscenza di determinate tematiche, altre volte invece per colpa di pregiudizi che non pensiamo neanche di avere. Questo articolo é frutto di un’esperienza personale di questo tipo.

Qualche settimana fa sono stato ad un concerto tenuto da un pianista con una sordità medio-grave dalla nascita. Non ero a conoscenza di questo dettaglio, solo alla fine del concerto ha rivelato questa sua caratteristica e devo ammettere di essere rimasto di stucco. Inutile dire che non é stato un concerto diverso dagli altri, non c’é stato nessun elemento distintivo. Non so quante persone sappiano che questa sia una realtà diffusa e scrivo questo articolo per parlarvi dell’argomento perché il fatto che ci si possa stupire di questa cosa (e sono il primo a cui é successo) purtroppo delinea in qualche modo una sconfitta.

A fronte di questo episodio sono riuscito ad incontrare il pianista che ha tenuto il concerto perché ero davvero curioso e volevo sottoporgli tutta una serie di domande stupide che però avevo.

Ho scoperto intanto che non é affatto giusto pensare che una persona con problemi di udito non possa ascoltare e fare musica, l’esempio era davanti a me, un pianista professionista con date all’attivo e altre già fissate, inoltre mi ha citato altri esempi di colleghi musicisti di sua conoscenza (a pensarci bene Beethoven ha composto la Nona sinfonia mentre era già sordo e questo é un esempio storico).

A quel punto gli ho chiesto un po’ di informazioni riguardo agli apparecchi acustici per capire come funzionassero e quale tipo di aiuto potessero dare visto che al concerto li usava: di fatto sono dei mini-amplificatori che aiutano ad ampliare la quantità di suoni percepiti dall’orecchio e mi ha spiegato che sono utili soprattutto per percepire gli armonici dello strumento ma non sono fondamentali per poter suonare o ascoltare musica come é facile invece pensare, utilizzando le stesse parole del pianista “in realtà completano l’ascolto” e nel suo caso “sono stati fondamentali per poter suonare con altri“.

La percezione della musica senza protesi é possibile grazie ad una sensibilità che la maggior parte dei normoudenti non possiede: il suono é una vibrazione che si protrae attraverso un corpo, nel caso specifico é l’intero corpo della persona a fare da cassa armonica e a fornire al cervello le informazioni necessarie alla decodifica colmando la carenza dell’orecchio. Inoltre, come spesso si sente dire, in mancanza di un senso gli altri si acuiscono, così suonare uno strumento é possibile grazie alla risposta tattile che si ottiene. Ad esempio schiacciando i tasti del pianoforte si azionano dei martelletti che colpiscono le corde del pianoforte, ogni tasto produce una nota ed ogni nota produce una vibrazione diversa che é quindi possibile distinguere dalle altre.

Con impegno, sensibilità, pazienza e studio é quindi possibile suonare uno strumento musicale, anche a livello professionale, a prescindere dal proprio orecchio. Parlare con questa persona mi ha fatto capire quanto sia facile essere preda di facili preconcetti e facendo tesoro di questa esperienza la condivido con voi perché qualcun altro possa evitare di cadere nello stesso banale pensiero.

born

Vista l’ondata di critiche e insulti dopo l’ultimo articolo sui Green Day ci tenevo a precisare una cosa prima di iniziare: non mi sono mai definita una divinità, scrivo solo quello che penso e siete liberi di condividere o meno. Ma ricordatevi che 1)se date dei coglioni a qualcuno che non la pensa come voi, siete solo delle persone davvero piccole e 2) per essere fan di una band bisogna anche saper ragionare con criticità e non per forza prendere tutto per oro colato.

Detto ciò, so che la notizia di oggi mi porterà tantissime minacce di morte, conoscendo il target delle fan, ma è troppo assurda per non essere condivisa.

Ieri sera smanettavo come al solito su twitter e un TT mi ha colpito particolarmente: we were born for this. “Che figo!” Mi sono detta, i Paramore stanno organizzando qualcosa!

…E invece no!

BAM! Apro il link e mi trovo una serie di commenti su Justin Bieber.

Justin fan dei Paramore? Wow questa mi è nuova.

Indago ancora un po’ e scopro che Bieber in realtà ha appena fatto uscire un nuovo pezzo dal titolo, appunto, We Were Born For This.

Per chi non lo sapesse, questa celebre frase, estrapolata dal brano Born For This, caratterizza da sempre il fandom dei Paramore.

Brutto tiro Justin: è vero che non c’è il copyright, ma un po’ di buon senso! Dopotutto anche Avril Lavigne tempo fa intitolò una canzone “Wish you were here”: assolutamente permesso, fin qui tutti d’accordo, ma sicuramente non di certo una dimostrazione di originalità.

Tutto qui penserete? Tanto rumore per nulla? Forse Bieber non conosceva il pezzo dei Paramore?

E invece no, non finisce qui!

Evidentemente il biondino non aveva abbastanza soldi per pagare un grafico che progettasse per lui un logo perchè, udite udite, l’ha rubato da una fanart di tumblr!

http://imnotadisaster.tumblr.com/post/7617759769

Infatti, come potete notare, il carattere utilizzato rispecchia quello della copertina dell’album Riot! E addirittura i colori utilizzati sono gli stessi! (vedi foto a inzio articolo)

Lascio a voi ora immaginare che putiferio ha scatenato ciò sui social network: su twitter è addirittura partito l’hashtag #BieberStoleFromParamore.

Guerra apocalitica tra fandom insomma, nonostante poche ore dopo TheParamoreNews abbia scritto che effettivamente l’artwork di tumblr non aveva nessun copyright e purtroppo nemmeno la frase della band.

Verissimo, quindi beliebers placatevi un secondo, nessuno mette in dubbio ciò, ma a me pare comunque una scelta di cattivo gusto.

La migliore resta comunque la reazione di Hayley, cantante della band, che su Twitter pubblica una foto dei New Found Glory (gruppo dove suona il suo ragazzo, Chad) scrivendo: Crushing on the dude @newfoundglorypractice while everyone’s freakin out about JB on twitter.”

Se lei se ne frega ragazzi, un po’ di maturità e freghiamocene anche noi, invece che continuare a insultarci sui social network, ma Justin ha dimostrato questa volta davvero poca originalità.

Problemi ad addormentarti? La musica aiuta

Pubblicato: aprile 27, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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musica per dormire

L’articolo di oggi è un po’ diverso dai precedenti perché è più un esperimento che vorrei suggerire di provare a tutti quelli che hanno problemi a prendere sonno. L’argomento è: “musica per addormentarsi”.

Ci sono molte persone di tutte le età che hanno difficoltà a prendere sonno, il problema è così diffuso che su internet si possono trovare tantissime guide con esercizi pensati appositamente per aiutarci a raggiungere il tanto ambito obiettivo.

Purtroppo o per fortuna questo è uno dei pochi problemi che non ho, quindi non ho potuto testarne l’efficacia direttamente su di me (solitamente mi addormento in 10 minuti) e questa è una buona scusa per chiedere a voi di provarlo e di dire se funziona, se aiuta o se è solo una leggenda metropolitana.

L’unica cosa fondamentale da tenere il considerazione per riuscire ad addormentarsi è “semplicemente” cercare di rilassarsi e spegnere il cervello. Appoggiare la testa sul cuscino non significa iniziare a fare il resoconto mentale della giornata, pensare a quello che si dovrà fare il giorno dopo o nel futuro, significa solo che la giornata (comunque sia stata) è finita e ora non c’è niente di meglio che raggiungere la pace e prendere sonno. Molto spesso accade che le nostre giornate siano talmente frenetiche da non lasciarci il tempo per fermarci a pensare sulle cose che ci stanno accadendo: se avete problemi di sonno rimandare i pensieri/le preoccupazioni a quando vi sdraiate nel vostro letto può solo peggiorare la situazione.

Una cosa che aiuta molto è cercare di creare un ambiente il più possibile adatto al raggiungimento del nostro relax prima di addormentarsi: un cuscino comodo, una coperta in più o in meno a seconda che siamo più o meno freddolosi, il buio totale o la penombra in base ai nostri gusti. E’ tutto soggettivo ma tutti i dettagli sono importanti.

Visto che l’obiettivo è raggiungere un certo grado di rilassamento per potersi addormentare anche la musica può essere di grande aiuto perché influisce in maniera davvero incredibile sul nostro umore, provare per credere. Ancora una volta il difficile è riuscire a individuare il genere più adatto a noi, il principio rimane quello che debba in qualche modo darci un senso di tranquillità o spensieratezza.

I più comuni generi utilizzati a tale scopo sono:

  1. Musica classica
  2. Cool/smooth jazz
  3. Suoni vocali
  4. Suoni della natura

Per ognuno di questi spulciate un po’ su internet/youtube, io ve ne propongo qualcuno:

Ultima cosa da dire, forse scontata, è chiudere gli occhi e lasciare che sia la musica a determinare i vostri pensieri, lasciate che la musica plasmi delle immagini nella vostra testa, in questo modo vi ritroverete in un altro mondo molto simile ai sogni e da lì ad addormentarvi non dovrebbe passare molto tempo (vi consiglio di ascoltare questi brani direttamente mentre siete a letto).

Provate e lasciate un commento qui sotto o sulla nostra pagina di facebook per dirci se funziona!

È giunta l’ora: mi sono appena accorta che in quasi trenta articoli non ho mai parlato del mio gruppo preferito (da quando avevo 10 anni), i Green Day.

Leggendo più avanti però credo capirete anche il perchè. Partiamo con ordine: come ormai molti sapranno, il 19 Aprile, in occasione del Record Store Day, la band ha rilasciato un nuovo album: Demolicious. “Nuovo”, insomma, questo è tutto da vedere.

Se infatti andiamo ad analizzare la Track List, di nuovo c’è ben poco. Tutti i pezzi infatti risalgono ad Uno, Dos e Trè, quei grandissimi capolavori che i nostri tre amici avrebbero potuto anche risparmiarci.

Non fraintendetemi, come ho già detto all’inizio sono la mia band preferita e non smetterò mai di ascoltarli, ma quei tre album non hanno nemmeno avuto il piacere di entrare nel mio ipod, e questo dice tutto.

Già infatti con l’uscita di 21st Century Breakdown il loro sound era un po’ calato, ma mai avrei immaginato un declino simile. Ho avuto l’impressione che abbiano voluto stra fare per tirar fuori a tutti i costi tre cd fatti male quando invece avrebbero potuto concentrarsi e pubblicarne uno solo ma decente.

Non tutte le canzoni infatti sono da buttar via, ma nell’insieme sono davvero troppe e tutte simili.

Speravo quindi che Demolicious non fosse un’altra delusione, anche perchè la copertina prometteva davvero bene: sembrava si fosse tornati al tempo di Dookie.

E invece ecco la fregatura, analizziamo insieme le tracce:

1.

“99 Revolutions” (demo)

¡Tré!

2.

“Angel Blue” (demo)

¡Uno!

3.

“Carpe Diem” (demo)

¡Uno!

4.

“State of Shock”

5.

Let Yourself Go” (demo)

¡Uno!

6.

“Sex, Drugs & Violence” (demo)

¡Tré!

7.

“Ashley” (demo)

¡Dos!

8.

“Fell for You” (demo)

¡Uno!

9.

“Stay the Night” (demo)

¡Uno!

10.

“Nuclear Family” (demo)

¡Uno!

11.

Stray Heart” (demo)

¡Dos!

12.

“Rusty James” (demo)

¡Uno!

13.

“A Little Boy Named Train” (demo)

¡Tré!

14.

“Baby Eyes” (demo)

¡Dos!

15.

“Makeout Party” (demo)

¡Dos!

16.

Oh Love” (demo)

¡Uno!

17.

“Missing You” (demo)

¡Tré!

18.

“Stay the Night” (acoustic)

¡Uno!

Basta un colpo d’occhio per capire che sono tutti brani presi da Uno, Dos e Trè. L’unica canzone originale è State of Shock e ammetto che non è male. Stay The Night compare addirittura due volte, di cui l’ultima in versione acustica.

Quello che ora mi chiedo è: se avete pubblicato il meglio di tre cd, non facevate prima a far uscire direttamente questo? A me sembra solo una trovata commerciale, e questo mi delude profondamente.

Grazie al cielo nei loro concerti non mancano mai le loro hit d’oro tratte da American Idiot, Dookie, Kerplunk e via dicendo, altrimenti credo che se tornassero in Italia questa volta sarei la prima a snobbarli.

Cari Green Day, questa volta ci avete demolito letteralmente.

Scrubs il Musical

Pubblicato: aprile 15, 2014 da Isabella Castelli in Note Bionde
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Udite udite fan della serie: c’è una bellissima sorpresa per voi!

La settimana scorsa infatti, per gli amanti di Scrubs, è stata pubblicata una notizia strepitosa: Bill Lawrence sta progettando un musical ispirato alla serie!

La musica ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella sit-com. Vi ricordete sicuramente la puntata completamente musicale, dove il disturbo della paziente su cui era incentrato l’episodio consisteva nel fatto che lei  non sentisse le persone parlare bensì cantare.

Famosissimi anche i motivetti canticchiati ormai da tutti di “Notte e Bistecca” e della canzone della Pupù, solo per citarne alcuni.

Lo show sarà strutturato in modo da prendere ispirazioni dalle puntate più divertenti e significative delle varie stagioni, andando a completare anche i “viaggi mentali” dei vari personaggi.

Non serve però essere tassativamente un seguace di JD e della sua squadra perchè anche i nuovi arrivati potranno apprezzare lo spettacolo.

Indicativamente sarà portato in scena nel 2017 e la nostra speranza è che a Broadway faccia talmente tanto successo da riuscire ad arrivare anche in Europa.

Zach Braff, interprete del protagonista di Scrubs, è sempre stato amante del teatro (ricordiamo che ha preso parte in All New People nei teatri inglesi) e parteciperà creativamente al progetto.

La brutta notizia è che nessuno degli attori principali purtroppo reciterà nel musical, ad eccezione del quartetto canoro di Tod. I quattro attori hanno già infatti dimetichezza con il teatro e sono artisti di musical.

Per quanto riguarda il lato finanziario, Lawrence sta ancora cercando una compagnia che investa nel progetto e realizzi la sua idea. La Disney intanto ha già messo a disposizione i diritti, così che lo show possa essere messo sul mercato.

Molte sono anche le idee e le canzoni arrivate dai vari compositori, quindi ora non resta che aspettare e sperare che il tutto venga realizzato.

Non c’è che dire, questa sì che è una bellissima sorpresa!