Archivio per la categoria ‘Musica’

 

Da Mercoledì 4 Giugno a Domenica 8 Giugno Milano aprirà le porte alla terza edizione del Festival della Letteratura.

Mi riempie di orgoglio parlarvi di questo progetto, in quanto io stessa ho contribuito come volontaria alla realizzazione dell’evento e alla sua propaganda.

Il Festival è completamente autofinanziato, come ricorda il direttore artistico Milton Fernàndez durante la conferenza stampa di Venerdì 30.

Cosa ha a che fare quindi, penserete voi, con la mia rubrica musicale?

Beh, la particolarità di questo spettacolare evento sta proprio nel fatto che i protagonisti non saranno solo i libri: la metropoli ospiterà infatti performance teatrali, mostre fotografiche, reading poetici e esibizioni musicali.

Tra i temi affrontati ritroviamo: le donne, il sud del mondo e l’immigrazione così come anche il sud dell’italia, ritratti di autori contemporanei oppure purtroppo scomparsi, riflessioni sulla vita e molto altro ancora.

Molti di questi eventi saranno accompagnati da musica dal vivo, ed è per questo che vi invito ad immergervi nel programma della manifestazione che potete trovare a questo link:

www.festivaletteraturamilano.it/programma-2014

Pubblicizzarli tutti e 180 è impossibile, ma mi premeva segnalarvi un paio di eventi che ritengo imperdibili.

Nella giornata di giovedì 6 giugno presso La Fornace (Zona Navigli) Silvia Lisena presenterà il suo evento affrontando il tema della disabilità nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella fotografia e anche nella musica.

Sabato 7 giugno invece siete tutti invitati alla “Serata BEAT POP BIG!”
Si tratta di un Reading Performativo sulla Beat Generation con proiezione di video ed esposizioni. Il tutto a suon di musica blues, jazz e rock i più bei testi di Kerouac, Ginsberg, Borroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, Gary Syinder e Lawrence Ferlinghetti.  Artisti dalle differenti capacità creative esporranno in un vasto spazio del locale quadri e disegni stilizzati sul tema. Con la presenza inoltre di Gianni Milano, una delle voci più importanti del movimento beat italiano.

Seguiteci su facebook, su instagram e su twitter per rimanere aggiornati 24 ore su 24!

Coraggio, alzate i fondoschiena dal divano, che è inutile lamentarsi che non ci sono mai delle belle iniziative se poi non vi si partecipa.

 

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Coldplay magici su Sky Uno

Pubblicato: maggio 20, 2014 da Isabella Castelli in Note Bionde
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Ieri sera alle 20.10 su Sky Uno è andato in onda un suggestivo live dei Coldpay diretto da Paul Dugdale e intitolato Ghost Stories, in onore del loro ultimo album.

Non si è trattato del solito concerto in un palazzetto o in uno stadio, bensì l’atmosfera questa volta è stata più magica e intima: un teatro ha infatti accolto 800 fan della band.

La scaletta prevede pezzi storici e nuovi e i giochi di luce e gli effetti speciali rendono il tutto incantevole.

Ad aprire le danze è “Always in my head”, estrapolata dal nuovo disco, proiettata su uno schermo nel teatro. I coldplay suonano senza pubblico e ci danno un assaggio dello spettacolo che andremo ad assaporare pochi minuti dopo.

Entrata trionfale con “Magic”, ultimo singolo rilasciato. Gli effetti sul soffitto sono mozzafiato e il pianoforte che suona da solo rende l’atmosfera ancora più fiabesca.

Una luce rossa si abbassa e illumina tutto il pubblico e il palco, mentre le note di “Clocks” iniziano a suonare. Boato del pubblico che ovviamente riconosce il brano, ormai nel repertorio storico del gruppo.

Le parole di Chris Martin che seguono sono davvero dolci e sentite.

“Era da tanto che non guardavamo negli occhi il nostro pubblico -dice il cantante- è bello rivivere quella sensazione.”

“Suoneremo brani mai suonati davanti ad un pubblico” annuncia poi. Inutile descrivere il boato emesso dal modesto pubblico.

La scaletta prosegue con “Midnight”, accompagnata dall’immagine di una colomba che vola proiettata sul palco. Bellissimo vedere come il batterista e chitarrista pilotano gli effetti speciali attarverso dei cubotti posti su di un palco vicino agli strumenti.

Ora però è tempo di ballare, e quale pezzo migliore di “Viva la vida”?

“Another’s Arms” ci trasporta per un attimo fuori dal teatro. La scena infatti si sposta fuori poiché viene proiettato un video di Chris che, con la chitarra, corre fuori dal teatro, cammina per strada, prende un taxi, arriva su un porticciolo sul mare e si siede su una panchina di legno.

Qui il brano precedente termina e lui inizia a suonare “Oceans”.

Inutile aggiungere che questo quadro mostri un immagine davvero suggestiva e magica allo stesso tempo.

Alla fine si getta in acqua e dallo schermo del teatro, dove vediamo il suo corpo nell’oceano, ritorniamo allo show.

“A sky full of stars”, accompagnato giustamente da un cielo stellato, è a parer mio la canzone più allegra dell’ultimo album, decisamente più malinconico rispeto a Mylo Xiloto.

Segue una commovente presentazione dei membri della band, descritti prima di tutto come amici che come musicisti.

Ghost Stories si conclude al piano con “O”, ma i Coldplay ci riservano ancora un ultimo brano.

A chiudere le danze è infatti Paradise, dove il pubblico si scatena ballando e i coriandoli inondano il palco.

Che altro aggiungere se non: And if you were to ask me, After all that we’ve been through, Still believe in magic? Yes, I do.”

I coldplay per me rimangono sempre magici.

Si è conclusa nella notte di Sabato 10 Maggio a Copenaghen la 59esima edizione del Eurovision song contest.

Ventiquattro sono state le esibizioni della serata, ovvero le finaliste che avevano superato le precedenti semifinali.

Una serata colorata, allegra e varia che vede combattere per la vittoria artisti di ogni genere.

Personalmente ho adorato l’esibizone degli islandesi Pollapönk con la loro No Prejudice. Divertenti nei loro smoking azzurri, verdi, rossi e gialli e con dei papillon davvero adorabili.E con la bellezza di 58 punti, si sono aggiudicati il 15esimo posto.

Se ve li foste persi, qui il link della loro esibizizione.

https://www.youtube.com/watch?v=V5ZG378DH1c&hd=1

Ha fatto poi breccia nel cuore delle ragazze la bionda band finlandese Softengine che, con il brano Somenthing Better, si piazza undicesima.

A me la canzone è piaciuta parecchio, eccola qui se avete voglia di rivederli e riascoltarli.

https://www.youtube.com/watch?v=3FDWaFfo1CU

Passiamo ora alle note dolenti.. l’Italia.

Già schierando la Marrone vincere sarebbe stato impensabile fin dall’inizio, ma le figuracce iniziamo ben prima della competizione, quando Emma sfila sul red carpet. Non solo fatica a capire quello che le si viene detto, usufruendo del suo accompagnatore come traduttore, ma sembra che a stento riesca a rispondere. La canzone poi non è niente di che, infatti con solo 33 punti finisce 21esima su 24.

Parecchio divertente è stato però leggere i tweet alla comparsa dell’italiana: molti pensavano fosse Britney Spears, a causa del suo trucco, parrucco e del suo abbigliamento.

L’unica nota positiva, o meglio, che credevo lo fosse, era il fatto che è stata una delle pochissime a portare una canzone nella propria lingua, a differenza degli altri stati che presentavano solo canzoni in inglese.

Bellissimo, pensavo, finalmente rappresentiamo l’Italia in tutto e per tutto! Dopo il red carpet invece ho capito che evidentemente l’ha fatto solo perchè l’inglese non lo sa.

Ma passiamo finalmente al vincitore! Con la bellezza di 290 punti è l’austriaca drag queeen Conchita Wurst ad aggiudicarsi la vittoria!

Devo ammettere che quando l’ho vista salire sul palco sono rimasta scioccata: vedere una bellissima ragazza con una folta barba non è da tutti i giorni insomma.

https://www.youtube.com/watch?v=8fvLtTRzdHw&hd=1

Le male lingue si sono però lamentate che i voti ricevuti non siano solo stati grazie alla canzone, Rise Like A Phoenix, amio parere incantevole, ma per il suo personaggio.

Sapete che vi dico: e anche se fosse? Io la trovo comunque una cosa bellissima che tutte le nazioni la abbiano votata premiando il coraggio che ha avuto e la sua scelta di vita.

Sul secondo gradino del podio troviamo i francesi Twin Twin con la divertentissima Moustache mentre al terzo la svedese Sanna Nielsen con Undo.

Ora la palla passa quindi all’Austria che l’anno prossimo dovrà quindi ospitare la 60esima edizione del contest.

Se vi foste persi qualche esibizione ritrovarle sul e ufficiale della competizione.

https://www.youtube.com/user/eurovision

 

Beh, questa volta il proverbio “Donna barbuta sempre piaciuta” si è rivelato verissimo!

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Questo articolo è dedicato ad alcuni software e app molto utili per chi fa musica:

  1. Metronomo “Mobile Metronome”: indispensabile strumento di studio é sempre utile da avere sotto mano. E’ il migliore metronomo che abbia trovato in circolazione perché è molto completo, tra le caratteristiche vi scrivo le più importanti: il tempo è impostabile da 10 a 230 BPM (e contiene anche le indicazioni classiche come “Allegro”, “Vivave” ecc…), è possibile impostare le battute da 2 a 20 quarti per battuta, i quarti possono essere suddivisi in ottavi, terzine, sedicesimi, quintine e sestine, è possible impostare l’accento sul primo quarto di ogni battuta, scegliere tra 4 banchi diversi di suoni e dispone anche della modalità tap per trovare il valore BPM a tappando il tempo sullo schermo. Versione Android free, Android pro.
  2. Gestione spartiti “MobileSheets”: un manager per spartiti davvero molto completo. Permette di organizzare tutti i nostri spartiti in maniera molto efficiente: possiamo ad esempio importare uno spartito pdf, creare annotazioni/sottolineature, linkarlo al suono brano mp3, impostare una velocità sul metronomo integrato per provare il brano senza musica e poi avere a disposizione tutte queste informazioni direttamente dall’app, impostare l’auto scroll in base al tempo del metronomo oppure in base ad un numero di secondi, in più ha il supporto per i pedali bluethoot (schiacciate il pedale e cambiate pagina). Avere una raccolta di brani da suonare organizzata in questa maniera ci semplifica davvero la vita. Da sottolineare che la versione free ci consente di avere solo 8 brani mentre la versione completa non ha limiti.
  3. Gestione brani e spartiti interattivi midi GuitarPro: nella versione desktop è possibile creare/modificare spartiti e riprodurli in formato midi mentre nell’app mobile è solo possibile riprodurli. E’ un software molto diffuso sopratutto grazie alla modalità di riproduzione che è di ottima qualità seppure in formato midi, inoltre contiene davvero molti banchi di suoni realistici adatti ad ogni esigenza. Caratteristica non da poco è la possibilità di avere spartiti contenenti tutti gli strumenti di un brano e poter decidere di metterne uno o più in modalità muta, cambiarne i volumi, o metterli in modalità solo; come al solito contiene anche un metronomo. Gli spartiti in formato guitar pro sono molto diffusi quindi se stiamo cercando dei brani molto conosciuto è possibile trovarli gratuitamente su internet (senza violare nessun copyright perché scritti dagli utenti), a proposito esiste un’interessante portale di spartiti in questo formato ma scritti da professionisti e molto accurati che è si chiama mySongBook.
  4. Backing tracks con spartiti originali Jammitt: software molto interessato che offre la possibilità di sentire e suonare con le vere parti strumentali registrate in studio dei brani presenti nel catalogo e allineati con il loro spartito ufficiale. Sembra fantascienza ma è reale, il catalogo al momento è ancora un po’ limitato ma se troviamo un brano di cui abbiamo bisogno è la piattaforma migliore su cui imparare e provare la nostra esecuzione.
  5. Spartiti e didattica classica Smartmusic: software molto utilizzato in America per l’insegnamento di brani e metodi classici, dispone di un archivio molto vasto ed è molto usato dalle bande e dalle orchestre perché molti brani includono anche le corrispettive registrazioni orchestrali e quindi è possibile provare a casa propria come se ci fosse tutta l’orchestra a nostra disposizione.

Non rimane che cliccare qualche link e approfondire in base alle esigenze! Se qualcuno avesse qualche altra utile applicazione da segnalare basta lasciare un commento qui sotto!

 

Ho aspettato che si calmassero le acque per parlarvi di questo nuovo video di Avril Lavigne, rilasciato lo scorso 23 aprile. Sapevo che avrebbe scatenato un’ondata di polemiche, ma volevo vedere fino a che punto sarebbero arrivate.

Ormai tutti avrete sentito il nuovo singolo della cantante canadese, estratto dal suo ultimo album “Avril Lavigne”, rilasciato nel 2013.

Prima di passare ai commenti però, ecco il link.

https://www.youtube.com/watch?v=LiaYDPRedWQ

Bene, ora che sono certa che tutti l’abbiate visto, vi dico cosa ne penso io.

MA STIAMO SCHERZANDO?

Under My Skin è stato il mio primo cd, insieme ad American Idiot. Adoravo il video di sk8er Boy, canticchiavo sempre Complicated e apprezzavo ogni brano dei suoi primi due dischi.

Che fine ha fatto quella scoppiettante biondina in skate?

Tutti crescono, verissimo, ma c’è modo e modo. Che si fosse un po’ trasformata già lo si era notato nei suoi singoli successivi quali Hot e Girlfriend, ma nonostante i tacchi e una minigonna, Avril rimaneva la Avril del passato.

In questo ultimo video sinceramente è irriconoscibile.

La canzone è davvero brutta a parer mio. Per non parlare del testo poi, non so se ridere o piangere.

La cantante afferma più di una volta che sia il suo omaggio alla cultura giapponese, ma se io fossi un giapponese sinceramente mi offenderei. Con tutte le cose meravigliose che quella terra ha da offrire, vai a prendere Hello Kitty?

Mi viene da sorridere a pensarci, ma sembra che la biondina un giorno sia andata su tumblr e abbia mescolato tutto quello che le appariva sotto l’hashtag “kawaii”.

Mi rincuora sapere che non sono stata l’unica a trovarlo così orribilante.
Billboard, per esempio, l’ha definito “aberrante e pigro” e il sito Jezebel dichiara: “Sembra che mostri cosa accadrebbe se qualcuno raschiasse il ventre malato della cultura pop americana 2004-2010 e la spruzzasse generosamente su un purulente mucchio di spazzatura”.

Dopo l’uscita del singolo le sono arrivate anche parecchie accuse di razzismo, poiché lei nel suo video mostra una cultura stereotipata assolutamente lontana dalla realtà.
Lei ovviamente nega tutto, ma il suo video parla al posto suo.

Avril, per favore, riprenditi lo skate e lascia perdere hello kitty.