Cuori d’acciaio nella Grande Guerra

Pubblicato: maggio 16, 2014 da Redbreast in Redbreast, Videogames
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Valiant_Hearts

Il primo ventennio degli anni novanta hanno segnato profondamente la storia non solo del nostro paese, ma dell’intero globo. Ma forse nei videogiochi questo tema non è mai stato trattato in profondità, in quanto, quando parliamo di FPS e giochi di guerra ci troviamo sempre come scenario l’ormai abusatissima Seconda Guerra Mondiale. Questa volta Ubisoft vuole stupire con una nuova opera che possa lasciare il segno nonostante si tratti comunque di un progetto “minore”. Abbiamo il termine FPS, ma Valiant Hearts vuole essere ben altro: un’avventura la cui storia viene sorretta dagli avvenimenti storici accaduti durante la Grande Guerra. Le premesse sono ottime per un prodotto magistrale, che dopo il successo di Child of Light non può che continuare a soddisfare.

 

Il termine “avventura” deve innanzitutto essere rettificato: non si tratta del classico “punta e clicca”, ma una fusione di diverse tipologie di questi, con una piccola aggiunta legata all’utilizzo del motore UbiArt Framework. Si verrà chiamati a vestire i panni di quattro personaggi differenti. Per primo Emile, costretto ad abbandonare famiglia e fattoria per combattere in guerra; il nerboruto Freddie, un soldato americano che ha perso tutto per via del conflitto; la giovane Anna, un’infermiera belga alla ricerca di suo padre, e Carl, soldato tedesco e marito della figlia di Emile. Queste quattro figure si incontreranno con l’avvicendarsi degli avvenimenti, dando vita ad intrecci interessanti intervallati da documenti storici accurati pronti a chiarire le situazioni in cui ci si imbatte. Gli enigmi sono all’ordine del minuto; ogni personaggio può raccogliere un oggetto per volta, ed è dotato di una abilità speciale in grado di fargli superare specifici ostacoli. Ovviamente la difficoltà degli enigmi è varia, e possono essere risolti con più facilità grazie all’intervento in simpatico cagnolone in grado di raggiungere zone inaccessibili ai personaggi, di rispondere perfettamente agli ordini del giocatore e di raccogliere un oggetto incrementando a due il totale dei trasportabili. Valiant Hearts incorpora oltretutto elementi legati ad altri generi, come limitate azioni action nel gameplay (possibilità di lanciare granate), o fasi stealth da risolvere nascondendosi in zone predefinite e distraendo i nemici in più modi. Si risente la mancanza di una vera narrazione all’infuori di brevi cutscene e dialoghi con NPC in una lingua a noi del tutto sconosciuta.

 

Tutto il gioco viene così predisposto e legato indissolubilmente con l’ UbiFramework, un motore 2D dalle caratteristiche uniche che dona quell’aspetto fumettistico definito e molto particolare. Dal punto di vista grafico riescono quindi a risaltare i personaggi all’interno di una ambientazione “cartoon”, che tenta a modo suo di alleggerire tutti quei momenti drammatici che hanno caratterizzato i primi anni del ‘900, quasi a sdrammatizzare e a rendere tutto meno oppressivo. Se giocato ora, Valiant Hearts potrebbe mostrare dei problemi di struttura non indifferenti, con bug al limite del giocabile, tra sparizioni del personaggio o addirittura di interi elementi interattivi. Nulla di cui preoccuparsi però, perché di certo tutto questo verrà risolto per la versione definitiva.

Chiunque abbia voglia di imparare la storia giocando e interagendo con essa, questo è il gioco giusto.

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