Suonare da sordi: è una realtà!

Pubblicato: maggio 4, 2014 da Alessandro Saitta in Sapevate che...
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Spesso capita di rimanere stupiti di fronte a fatti che non ci aspettiamo: a volte purtroppo per poca conoscenza di determinate tematiche, altre volte invece per colpa di pregiudizi che non pensiamo neanche di avere. Questo articolo é frutto di un’esperienza personale di questo tipo.

Qualche settimana fa sono stato ad un concerto tenuto da un pianista con una sordità medio-grave dalla nascita. Non ero a conoscenza di questo dettaglio, solo alla fine del concerto ha rivelato questa sua caratteristica e devo ammettere di essere rimasto di stucco. Inutile dire che non é stato un concerto diverso dagli altri, non c’é stato nessun elemento distintivo. Non so quante persone sappiano che questa sia una realtà diffusa e scrivo questo articolo per parlarvi dell’argomento perché il fatto che ci si possa stupire di questa cosa (e sono il primo a cui é successo) purtroppo delinea in qualche modo una sconfitta.

A fronte di questo episodio sono riuscito ad incontrare il pianista che ha tenuto il concerto perché ero davvero curioso e volevo sottoporgli tutta una serie di domande stupide che però avevo.

Ho scoperto intanto che non é affatto giusto pensare che una persona con problemi di udito non possa ascoltare e fare musica, l’esempio era davanti a me, un pianista professionista con date all’attivo e altre già fissate, inoltre mi ha citato altri esempi di colleghi musicisti di sua conoscenza (a pensarci bene Beethoven ha composto la Nona sinfonia mentre era già sordo e questo é un esempio storico).

A quel punto gli ho chiesto un po’ di informazioni riguardo agli apparecchi acustici per capire come funzionassero e quale tipo di aiuto potessero dare visto che al concerto li usava: di fatto sono dei mini-amplificatori che aiutano ad ampliare la quantità di suoni percepiti dall’orecchio e mi ha spiegato che sono utili soprattutto per percepire gli armonici dello strumento ma non sono fondamentali per poter suonare o ascoltare musica come é facile invece pensare, utilizzando le stesse parole del pianista “in realtà completano l’ascolto” e nel suo caso “sono stati fondamentali per poter suonare con altri“.

La percezione della musica senza protesi é possibile grazie ad una sensibilità che la maggior parte dei normoudenti non possiede: il suono é una vibrazione che si protrae attraverso un corpo, nel caso specifico é l’intero corpo della persona a fare da cassa armonica e a fornire al cervello le informazioni necessarie alla decodifica colmando la carenza dell’orecchio. Inoltre, come spesso si sente dire, in mancanza di un senso gli altri si acuiscono, così suonare uno strumento é possibile grazie alla risposta tattile che si ottiene. Ad esempio schiacciando i tasti del pianoforte si azionano dei martelletti che colpiscono le corde del pianoforte, ogni tasto produce una nota ed ogni nota produce una vibrazione diversa che é quindi possibile distinguere dalle altre.

Con impegno, sensibilità, pazienza e studio é quindi possibile suonare uno strumento musicale, anche a livello professionale, a prescindere dal proprio orecchio. Parlare con questa persona mi ha fatto capire quanto sia facile essere preda di facili preconcetti e facendo tesoro di questa esperienza la condivido con voi perché qualcun altro possa evitare di cadere nello stesso banale pensiero.

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