IL RITORNO DEL SURVIVAL HORROR

Pubblicato: ottobre 25, 2013 da Andrea Baldeschi in Redbreast
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The evil within

Ormai sono pochi i titoli degni di essere contrassegnati sotto tale categoria, il Survival Horror, e tra questi pochissimi sono esperienze indimenticabili. Tra i migliori non possiamo certamente non annoverare Silent Hill 2 o anche, seppur con una dinamica più action, Resident Evil 4. Ma stiamo parlando di validi elementi ormai sugli scaffali da molto tempo, ormai dimenticati dai meno appassionati. E quindi, la “resurrezione” di tale genere non poteva che essere affidato a The Evil Within, ultima opera del genio nipponico Shinji Mikami (creatore, tra l’altro, proprio del sopracitato Resident Evil 4).

Nonostante il gioco sia ancora in pieno sviluppo e la storia nella sua interezza deve ancora essere ben delineata, gli sviluppatori hanno mostrato all’Eurogamer Expo di Londra alcune scene prese dal gameplay giusto per dare un’assaggio delle sue potenzialità.

Dapprincipio vediamo il protagonista, Sebastian Castellanos, alle prese con un carceriere un po’ pasciuto nel tentativo di sfuggire da una sorte poco piacevole e sicuramente dolorosa. In questo frangente l’attenzione viene puntata maggiormente sulla dinamica stealth, ossia sulla capacità del protagonista di passare inosservato accovacciandosi e ridurre al minimo i rumore prodotti dai suoi passi. Tattica inutile, se all’improvviso il carceriere imbraccia una motosega e si dirige minacciosamente verso di voi. Ogni suggerimento sul da farsi in tal caso suppongo sia superfluo… Offrirgli una camomilla, esattamente.

La seconda parte della presentazione mostra principalmente il funzionamento dei conflitti a fuoco, non molto differenti da quelli del quarto Resident Evil(simile è anche l’inquadratura in terza persona sopra la spalla del protagonista). Nessun timore, questo specifico elemento non rende The Evil Within uno sparatutto in terza persona. Di fatto l’uso delle armi da fuco è reso complesso dal rinculo che queste presentano nel momento dello sparo, che destabilizza l’equilibrio e rallenta i movimenti; questo, in una fase concitata del gioco, in cui si è attorniati da un’orda di mostri, potrebbe non essere una buona cosa, anzi potrebbe far volgere le sorti  Sebastian al peggio. Quindi attenzione, non potrete sparare a caso sperando di colpire qualcosa stile Call Of Duty, qui si deve mirare bene, e quando dico bene, intendo benissimo!

Il tutto ovviamente è condito da effetti grafici(filtri a grana grossa e bianco e nero) che rendono l’esperienza di gioco un incubo che non lascia scampo, un’avventura che rasenta l’angoscia, e che permette al giocatore di immedesimarsi in un’atmosfera macabra e distorta, frutto della mente più malata mai esistita.

Nebbia, ormai sei roba vecchia!

Redbreast

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