LET THE BODIES HIT THE FLOOR

Pubblicato: settembre 25, 2013 da Andrea Baldeschi in Quel compiaciuto Giovedì
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“Gravity” (Alfonso Cuarón, 2013) nelle sale da giovedì 3 ottobre

L’assordante silenzio dello spazio morto fa il paio con la costrizione corporale dei goffi palombari che, putacaso, non hanno più radici di vita e famiglia, solo di presenza. Kaboom! Il miracolo avviene, ed è luminoso e stupefacente quanto un’aurora boreale. Roba da ritirare in ballo le gesta del sepolto e dell’affogato, legate a doppia mandata dal cordone ombelicale dell’apnea adfecti. Ci si perde, ci si ritrova, ci si perde ancora, nell’opulento e antico Lete del buio casalingo, e di casa non si parla proprio, nono. E se anche stavolta le divinità saranno propizie, il riflusso sinaptico sosterà per più di un concepimento di iniziali tredici minuti, attecchendo al fertile terreno per il peso morale dei propri passi. Ma poi chissenefrega della ragion pura e delle dialettiche: ludere aude, insegna Georgeone. Anche solo per l’ormai tipica una-e-mezza. In barba alle piantine di Kant e Severino, viva i barbatrucchi su sfondo blu. Soprattutto se accompagnati da quell’enorme bum-bum settepuntouno.

Voto: 8

Oscar Parisi

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